Umanità in primavera: il pavone ed il falcone

 

Sabato pomeriggio. Uscita con amico per passeggiata in giro qui a Roma. Lo scopo della passeggiata, oltre passeggiare, era la Feltrinelli  su viale Marconi. Prendo la metro e mi imbatto in un piccolo gregge di ragazzi del quinto anno di qualche scuola superiore. Agghindati come pagliacci, una chitarra, voci stonate che storpiano La Canzone Del Sole di Battisti (Le bionde trecce, gli occhi azzurri e poi
le tue calzette rosse e l’innocenza sulle gote tue due arance ancor piu’ rosse ) , un cartello azzurro in mano ad un tipo allampanato che spiega la scatola tra le mani della tipa bassettina ma col visetto carino: stanno raccogliendo soldi per la festa dei loro 100 giorni alla maturità. Ma non sono loro che mi interessano. Meglio si divertano. La vita forse non sarà un percorso in discesa per loro. Non lo è quasi per nessuno, ma se, oltre a non essere brillante, non sai neanche cantare 🙂  … Dicevo che quello che mi interessano non sono i maturandi ma … i pavoni!

Cosa, o chi, sono i pavoni?

Prima di introdurvi questa specie zoologica, alla quale forse appartenete, vi dico che da qualche giorno le mimose sono in fiore, e una tiepida aria primaverile trasporta  in giro il testosterone e i feromoni, che dopo il letargo invernale rendono molto più evidente la differenza tra pavoni e falconi.  I “pavoni” sono gli esemplari, di uomo e di donna, che trascorrono la maggior parte della loro esistenza nell’atto di posare, guardare e farsi guardare. Non sono per forza belli. Si allenano in palestra, si vestono in modo che catturi l’attenzione, e la loro maggior occupazione è quella di pianificare tresche, inciuci, o comunque vogliate chiamare l’intrattenimento sessuale o “amoroso”. Il sesso per questi pavoni è il fine ultimo. O anche, forse più per la donna, l’amore idealistico, il romanzetto rosa, l’attesa del principe azzurro. E dunque lustrano le loro piume variopinte, sgambettano lascivamente in giro, e … si guardano!

Lo sguardo è quello che mi fa capire senza tema d’errore se qualcuno appartenga, o meno, alla specie dei pavoni. Sulla metropolitana due militari in borghese non riescono a non guardare una tipetta carina in piedi. Un’insistenza prolungata ed ottusa. Un ragazzo arabo alla fermata dell’autobus è come ipnotizzato da una ragazza con la chioma corvina e vaporosa che gli passa davanti su un bus. E sul viale del mio passeggio, giovani di sesso maschile incedono con spavaldo e protervo esibizionismo mentre le giovani donne, insaccate in pantaloni aderenti all’inverosimile, ridono con finta noncuranza e lanciano occhiate in giro, per quanto sia loro concesso dalle palpebre nerissime gravate da tonnellate di mascara. E vogliono tutti la stessa cosa. Qualcuno. Con cui far l’amore. Vivere un romanzetto. Qualcuno in cui idealizzare il principe azzurro… E’ l’ormone a parlare, a guidare gli sguardi.  A spingerli a perder più del tempo necessario in questioni di sesso, o di inutile ricerca d’idealistico amore…

Il mio amico Rick, che come si suol dire ha fatto il militare a Cuneo e dunque conosce bene le cose della vita, mi ha detto una volta che un suo caro compagno d’infanzia, un cinquantenne ex modello milanese, una volta gli aveva confessato: -Ho perso troppo tempo pensando al sesso, o a cercare l’amore ideale… Se non avessi perso tutto quel tempo ora sarei una persona ricca e potente!

E veniamo dunque al falcone. Il falco è chi è avveduto di quanto sia letale perdere troppo tempo per le questioni sessuali o per cercare forme di amore idealistico, la fiaba del principe azzurro o della principessa rosa. E’ qualcuno che sa dedicare il giusto tempo al sesso. F. è un falcone… F. ha un amante fisso, e lo vede una o due volte la settimana. Quanto all’amore idealistico, il falcone sa che non esiste. E che l’amore vero è più pragmatismo e meno romanticismo.  E’ compromesso. E’ crescita comune… F. è fidanzato con A. , e tra loro è in cantiere anche un progetto lavorativo comune che puntano a realizzare. E come dice Rick, se oltre a tutto il resto esiste un sodalizio lavorativo in cui entrambi credano, la coppia ne è molto rafforzata.

E se lo dice Rick, che ha fatto il militare a Cuneo, c’è da crederci!

Il falco è chi, conscio degli ormoni, sa dar loro il giusto spazio. E riesce a dedicare le proprie energie non certo a  inutili perdite di tempo, ma ad obiettivi di crescita, miglioramento, evoluzione, successo…

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Un commento su “Umanità in primavera: il pavone ed il falcone

  1. Pingback: Non farti fottere… dalla primavera! | pensieriosceni

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