Programmi televisivi e desideri vari: Sex and the City e Simone Rugiati

 

Ieri sera su La7d ho visto Simone Rugiati nel suo carinissimo “Cuochi e Fiamme”. Mentre stasera mi sono goduto la seconda puntata della mia vita di “Sex and the City”.

Sono stato catturato dal vortice dei programmi televisivi basati sulla cucina. Gare di cucina, ricette per cuochi dilettanti, le ricette di quella milanese sorella di quella conduttrice del telegiornale di canale 5, i Masterchef vari, i Top Chef, gli Chef per un giorno, le Cucine da Incubo, le ricette di Alessandro Borghese, figlio di una notissima attrice (clicca qui per sapere di chi) … insomma tanti figli o fratelli d’arte, ora che ci penso.. E naturalmente le varie puntate della Prova del Cuoco, il programma antesignano di ogni altro format simile…

Li apprezzo tutti, vista la mia forma di dipendenza verso le creazioni culinarie (magari posterò qualche ricetta provata, rielaborata o inventata da me).  Ma come dicevo “Cuochi e Fiamme” di Simone Rugiati lo trovo tra i più interessanti. Non tanto per via delle ricette, illustrate poco, e spesso pure con superficialità. Quanto per il cast di giudici, che trovo simpatici e ben assortiti. Il comico, la blogger… e la critica gastronomica,  Fiammetta Fadda. Una bella donna piena di carisma e di classe, e molto molto competente della materia. Ma naturalmente è Simone Rugiati a piacermi su tutti gli altri. Bello, simpatico, preparato, carismatico, educato e pieno di testosterone, ma dotato di quella calma sicura e rassicurante di chi ha le carte vincenti e sa di possederle. Sono pochi i maschi del piccolo schermo, e anche del grande, verso i quali riesca a provare dell’interesse fisico. Forse il fatto di vederli così a nudo, totalmente esposti,  li rende tutti ridicolmente privi di fascino e valore ai miei occhi. Ma Simone Rugiati non mi fa quest’effetto. Pare abbia la fama di sciupafemmine, eppure nella conduzione appare posato, simpatico pur senza strafare, padrone dei tempi e della scena: insomma uno che sa indossare i panni giusti in base all’occasione giusta. Che sa essere (forse) uno sfrontato viveur fuori dalle scene, ed un professionista preparato ed ammiccante davanti alle telecamere. Sapersi comportare nel modo giusto in base all’occasione è fondamentale nella vita. Chi crede di dover essere sempre uguale in qualunque caso, secondo me commette un errore a lui stesso letale!… Fisicamente Simone Rugiati mi attrae alquanto. Testosteronico, sprigiona un magnetismo sessuale innegabile. Pure per me che non amo tanto gli sbarbati quasi glabri e i biondini. Ma in lui tutto pare armoniosamente virile. Perfino quell’accenno di pancetta, che l’immacolata divisa da chef non può non enfatizzare, gli dà un’aria più da ragazzo-della-porta-accanto e meno irraggiungibile e per questo ancor più desiderabile. Pare sia stato avvistato con varie “dive” dello spettacolo, la Arcuri in testa. Personalmente penso che Rugiati abbia valutato l’aspetto pubblicitario della faccenda più che essere realmente interessato alle signorine in questione… Il pettegolezzo attorno al sesso, si sa, apre molte porte, e facilita parecchi percorsi…

E parlando di sesso eccoci a “Sex and the City”.  Ambientata a New York, la serie si concentra sulla vita sentimentale e sessuale di quattro amiche, tre delle quali intorno ai 35 anni ed una, Samantha, intorno ai 40; spesso tratta argomenti di rilevanza sociale come lo status delle donne nella società e il loro ruolo nella famiglia. Fu trasmessa tra il 1998 e il 2004, ed io nel ’98 avevo circa venti anni ed il sesso allora poco mi interessava e tanto meno mi interessava New York.  Per questo non degnai di attenzione questa serie che liquidai come superficiale, squallidotta e triste… Pensare a questo oggi mi fa sorridere, ma allora mi dedicavo con ottimi risultati a  studiare e poco altro… Poi naturalmente ho integrato nelle mie esperienze di vita il sesso, vissuto alla maniera newyorkese, le relazioni vissute alla maniera newyorkese, le amicizie e le ambizioni, sempre vissute alla maniera newyorkese…  Purtroppo farlo a Roma è  difficile! Troppo provincialismo e ministerialità qui! Il mio amico Rick che aveva vissuto dieci anni proprio a New York, mi scrisse in un sms dopo essere tornato – suo malgrado –  a vivere a Roma: Quanto è noiosa questa città! E’ proprio vero che il fascino che esercitano certi posti è dovuto alle persone che li popolano. E pensare che la stragrande maggioranza dei nativi di Roma e di coloro che vi risiedono la reputano divertente e ricca di opportunità. Poveretti, ma al contempo fortunati, coloro ai quali mancano i termini di paragone. Spero, ma ne sono certo, che incontrarti questo sabato spazzi via questo immane grigiore…

Non avendo più Rick qui con me, né al momento altri newyorkesi sottomano mi consolo con quelle e quelli di “Sex and the City”. Ho un disperato bisogno di modelli non triviali di umanità. Se ci sono altri tra voi che avvertono la mia stessa necessità e che magari siano a Roma, magari fondiamo un clubbetto!  E’ da tanto che vorrei fondarne uno……………………….

Da:

  1. Sex and the City by Wikipedia

 

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