Io, Mata Hari e le agendine (i memo e i calendari)…

Mi sono sentito tanto Mata Hari ieri sera nella mia missione segreta con l’avvocato assoldato per risolvere la questione del mio amante storico egiziano.

E non avrei mai potuto superare indenne la giornata senza le mie agendine…

Mata Hari, pseudonimo di Margaretha Geertruida Zelle ( 1876 – 1917), è stata una danzatrice e agente segreto olandese, condannata alla pena capitale per la sua attività di spionaggio durante la prima guerra mondiale.

E ieri mentre risalivo con le scale mobili per emergere dalla metropolitana, a Re di Roma, il vento artificiale che soffiava intenso là sotto mi ha fatto tornare in mente i film della hollywood classica,   i magnifici colossal immortali in bianco e nero. E, forse per la missione di cui ero incaricato, mi sono sentito abbastanza calato nei panni di Mata Hari. Versione romana.  Il mio scopo era quello di raggiungere l’avvocato, consegnargli dei soldi e discutere della strategia migliore per far tornare in Italia il mio amante storico. Ed anche qui sorvolo sugli intrighi, le trame, i sotterfugi che abbiamo ordito e poi sciolto fino ad arrivare alla conclusione finale che lui ha intascato 850 euro (“segue fattura”) ed io sono uscito abbastanza soddisfatto. Almeno qualcosa avevamo fatto: pianificare un ricorso al TAR e nuove indagini per scoprire dove il mio amante storico avesse di preciso ricevuto le espulsioni, e quando. Poichè, appena scocca il quinto anno dalla notifica, l’espulsione…pluf…svanisce!  Questo trattato di Schengen e  il SIS – ovvero il sistema informativo che scheda tutti e tutto all’interno della zona Schengen – sono una gran rottura di scatole. Un tempo la gente era libera di muoversi per il mondo, esplorare, vivere un’esistenza nuova. Mentre ora nascere in certi posti resta, quasi, una condanna a vita… Torniamo alla vicenda del mio amante storico. Forse, se manca poco alla scadenza dell’ultima espulsione ancora attiva, lui potrà tornare presto, tramite il decreto flussi ed una proposta di lavoro ad hoc... Quanti meccanismi ad orologeria! E devono sincronizzarsi alla perfezione tutti! Per ora, devo verificare che lunedì l’avvocato abbia steso il ricorso. E poi stasera avvertire il mio amante storico che se si sposasse con una italiana avrebbe un portone aperto per il rientro. Lui conosce tante ragazze lesbiche, e ne era amico. Chissà che qualcuna non acconsenta ad un matrimonio! Ma ci credo poco… le lesbiche non sono troppo malleabili,e come tutti i gay hanno il cuore troppo calcolatore! Ho messo una nota sul calendario del telefono così oggi mi ricordo di dirlo al mio amante storico. Poi nel pomeriggio devo dare, via mail, all’avvocato il numero di fax egiziano a cui può spedire la copia della delega  che il mio amante storico dovrà poi restituirgli, via posta, firmata: con questa delega l’avvocato potrà fare indagini parallele, chiedere notizie al SIS e così via…

Non avrei potuto superare indenne queste giornate senza l’ausilio delle mie agendine e memorandum. Soprattutto ieri, che tutto doveva essere organizzatissimo: l’incontro con il fratello del mio amante storico per il denaro, la banca per l’assegno, una scadenza di lavoro, chiamare l’avvocato alle 17 per sapere se era possibile vedersi, andare all’appuntamento con l’avvocato alle 18.45, e così via. Senza quella sorta di pilota automatico che si può inserire affidandosi ad un’agenda, il livello di stress sale e il rischio di scordare qualcosa o di arrivarci in ritardo può diventare elevato e letale!

Dunque, ecco i tre strumenti che mi supportano praticamente sempre:

  1. Il calendario al muro. Di quelli in cui accanto al giorno c’è spazio sufficiente per scrivere le attività da svolgere in una certa data. Serve per avere una overview del giorno corrente, appena ci si sveglia, e dei successivi. Sempre a portata d’occhio, preferibilmente in camera da letto o cucina.
  2. Il calendario del cellulare, inserendovi le note/promemoria. Squillerà quando arriva il momento di dover fare qualcosa!
  3. Una piccola agendina da tasca. Supplisce al calendario al muro, quando si è fuori casa. E serve per segnare nuovi memorandum che dovessero essere registrati  quando non si è a casa.

Vi invito a munirvi di tale strumentazione e di farne un must della vostra esistenza. Non potrete più farne a meno dopo… Sarete (quasi) sempre puntuali, organizzati, non scorderete niente e vi sentirete sollevati dal fastidioso stress che vi dava il-dover-ricordare-col-timore-di-dimenticare! E’ un consiglio che spero sia prezioso anche per voi…

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5 commenti su “Io, Mata Hari e le agendine (i memo e i calendari)…

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