Il maledetto caldo è iniziato. L’epilazione salverà la mia psiche!

Questo macho etero depila il busto per mostrare ogni venatura del corpo muscoloso. Ma non le braccia: il pelo sulle braccia invia agli altri un segnale di virilità...

Anche le donne combattono con bolle post epilazione

Sabato scorso è arrivato il maledetto caldo. In giro parecchia parecchia gente con magliettine a maniche corte. Ma io non potevo ancora permettermelo. Loro, i bastardelli e le giovani intriganti meretrici, sfoggiavano braccia depilate e t-shirt estive come se non aspettassero altro e fossero pronti per quello da molto, moltissimo tempo… Io invece non solo non avevo magliettine a maniche corte a disposizione, ma cosa ancor più grave pur se ne avessi tirata fuori una dall’armadio non avrei mai potuto indossarla. Non prima della depilazione intendo…. Ebbene sì, ve lo confesso: non riesco ad andare in giro con le braccia scoperte se sono ricoperte da peli! E’ tremendo, lo so. Ma per me è così da svariati anni…L’idea di girare coi peli sulle braccia mi ripugna. Piuttosto preferisco schiattare dal caldo indossando un giacchettino o una maglia a maniche lunghe. Ma farmi vedere con le braccia pelose, questo mai e poi mai! E così, questo sabato sono andato in giro coperto da un giacchettino leggero e ho annaspato dal caldo. Maledetto caldo giunto all’improvviso!… Ma ieri il tempo si era rimesso in carreggiata, e le temperature si erano allineate alle medie stagionali. Tutto a posto dunque… E invece no! Oggi è tornato il caldo… Certo non lo stesso caldo di sabato scorso, ma ormai non vi è più da dubitare che sia giunto il momento di depilarsi. Stamattina ho capito che non potevo aspettare oltre… E così dopo aver maledetto i glabri di natura mi sono accinto all’operazione. Dopo cena e dopo aver ingerito del caffè e aver bevuto del vino rosso per sopportare il fastidio dell’epilazione… eh sì, cari! Epilazione. Avete capito bene. Epilazione, e non certo la ridicola depilazione con il rasoio, che dopo poco ti fa ritornare dei pelacci grossi come tronchi neri! No, no, no… Non sono così ingenuo. Ho l’epilatore io. L’ho acceso e zac…zac, zac…..zzzzzzzzz..zzzzzzz … un sorso di vino….zac, zac…. ancora vino….zzzzzz… fino alla fine… Braccia e petto depilati. Braccia nella totalità e petto…solo la parte alta, quella che serve per evitare che i pelacci sporgano dalle magliette con lo scollo a “V”…. Che furbo sono…. Il resto del petto lo farò domani forse… Le gambe? Quelle non servono…Porto sempre i pantaloni lunghi, io… E il culetto ce l’ho glabro di natura. Quindi va benissimo così, per un gay passivo come me. Dall’esterno vedreste braccia depilate, nessun pelo venir fuori dallo scollo della maglietta… E volendo far sesso, trovereste un sederino depilato. Non avreste proprio da pentirvene.  Un pacchettino sufficientemente attraente per il maschio, attratto com’è dalle pelli lisce e senza peli….

Scrivo questo articolo prima di andare a letto. Mentre aspetto che si attenuino le tremende bolle post epilatorie. Domani per fortuna saranno un ricordo. E ci saranno solo delle braccia bianche e depilate…

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CIAO, COME SEI MESSO… A “PENE” ?

 

Ma quali pene? D’amore???

il terzo da sinistra mi dà l'idea...d'esser messo meglio!

No, no… Qui si parla proprio del vostro giocattolo, cari maschietti…  Come lo chiamate voi? Date un’occhiata alla appendice in calce all’articolo (Appendice – Sinonimi di pene) e troverete centinaia di sinonimi, ordinati alfabeticamente, per il vostro “Serpente con un occhio solo”, “Capitone senz’e recchie” , o più semplicemente “Bananone”…

Vediamo nel  pianeta com’è distribuita in giro per i vari Paesi la “lunghezza” del pisello

Al primo posto con un pene medio di 17,9 cm troviamo gli uomini della Repubblica Democratica del Congo, seguono gli ecuadoriani con 17,8 cm e poi gli uomini del Congo, del Ghana, della Colombia, del Venezuela, del Libano e del Cameroon. Diciamo che tra i primi in classifica ci sono i centro americani e i centro africaniGli italiani sono al trentaquattresimo posto con 15,7 cm, dopo i francesi, i belgi e i neozelandesi. I meno dotati in grandezza sarebbero invece i coreani con un pene lungo in media 9,7 cm.

Personalmente, da gay, posso dire ai maschietti che una lunghezza eccessiva del pene non è interessante per il/la vostro/a partner sessuale. Oltre i 18 cm (o giù di lì) un pisello è inutile, e anzi pure fastidioso poichè inutilizzabile, ad esempio oralmente 🙂 Per il rapporto vero e proprio più importante della lunghezza è la larghezza (maggior larghezza = maggior stimolazione delle pareti del partner) e la “durezza”… Oltre al fatto che alquanto fondamentale come prerequisito è che il maschio che è attaccato al “pisello” sia un tipo eccitante e virile, nonché pure passionale. Poi personalmente prediligo il maschio che non ci mette 1 ora a “finire” (sai che noia!), ma ne preferisco uno più “rapido” e che in caso sia capace di concedermi il bis!

un lampadario...très chic!

Appendice – Sinonimi della parola pene

Ci sono numerose altre denominazioni dialettali, colloquiali, familiari o volgari che indicano l’organo genitale maschile.

A
Abbacchio; Acello; Adamo; Adolf; Aggeggio; Aguzzapaperi; Alabarda; Alberello; Albero della cuccagna; Alosio; Alzabandiera (si riferisce più propriamente all’erezione mattutina o semplicemente all’erezione); Amendola; Ammennicolo; Anaconda; Arma; Armando; Arnese; Articolo per signora; Asciugamano delle serve; Asperge; Asso; Asso di bastoni; Asta; Atlascopco; Attaccapanni; Attrezzo; Augello; Avvoltoio; Azzittamonache

B
Biri (Nord Italia); Baba; Babbacammello; Babblione; Bacchioloscopio;Bachiono; Badile; Badurlo; Bagara (trapanese);Bagiano; Bagigio; Baldassarre; Banana; Bananone; Baobab; Barbagianni; Barracuda; Bartolo; Barzo; Barzotto; Basano; Bastone; Batacchio; Batanga; Battagliùn (termine in uso in Calabria); Battocchio; Bazzo; Bazzuca; Becca; Bega; Belin (o Belàn o Belino, espressione in uso in Liguria); Bello; Benbenbigolo; Benigno (periferia di Catania);Bestia; Biberone; Bicchio, Bicio (in Veneto); Bietta; Biff; Bigatto; Big Bang; Big Bamboo; Bighe; Bignamone; Bigol; Bìgul, (termine in uso in Friuli); Bigolo; Billo; Bindolùn (termine in uso in Piemonte); Birello; Birillo; Birimbobirambo; Bischero (termine in uso in Toscana); Biscotto; Biscottone; Bisdiffo; Bisquit; Bitti; Blekedeker; Bocchettone; Branda; Brando; Branzino; Brittola; Brocca; Brufolo; Brustolone; Bruzzo; Busceddu; Bimbin (termine del dialetto triestino); Bau; Biscio.

ti si è ristretto, in acqua?

C
Cacchio (il cacchio è il germoglio di una pianta, il termine è usato come eufemismo al posto di cazzo); Cagnolu (espressione catanzarese); Calandra; Calomba; Canna; Capitano; Capitone senz’e recchie (termine napoletano); Cece (denominazione dialettale paganese); Cefalo sguarramazzo (termine volgare napoletano); Cedda (termine tipico catanese); Cella (denominazione Abruzzese/Marchigiana); Cello (centro-marchigiano); Chichillitta (termine cagliaritano per indicare il pene dei bambini); Chiccadroxia (termine cagliaritano per indicare il pene dei bambini); Chillitone (termine cagliaritano per indicare un pene grande); Chigno; Ciaramita o Ciaramedda (messinese); Ciavarello; Cicciallegra; Ciccio (espressione veneta); Cicella (riferito al membro dei bambini delle dimensioni di un piccolo legume); Ciddone (termine foggiano); Cidduzza (dialetto catanese, usato per indicare il membro dei bambini o in tono sfottente un uomo con pene piccolo); Cillone; Cincio; Ciola (denominazione barese); Ciocca (da ciocco di legno); Ciolla (termine reggino); Ciollazza; Ciollone (sinonimo di minchione); Ciota (Nicotera), crotonese, savonese e siciliano); Cippa (da “ceppo”, anche “ceppa”); Cioppa; Ciuccio; Ciufello (espressione abruzzese); Coa (bassanese); Coda (bellunese); Comarello/Gomarello (cetriolo); Cosetta; Creapopolo (denominazione dialettale del gallaratese, peraltro ormai quasi totalmente in disuso); Creapopoli (denominazione dialettale toscana dell’empolese); Crescinmano; Cucco; Cumpagn mij (termine campano, “il mio amico”).

D
Daga, Dindolino, Dondolino; Dami(Toscana);

E
Egli; Esso; Estensibile

F
Flauto di pelle; Fava; Fratello; Fratellino (Dipende dalle dimensioni); Fringuello; Fallo; Fava; First; Flamberga; Fungia; Fratimo (espressione usata a Salento); Fravaglio (espressione napoletana); Finferlo (espressione veneta); Fusbana; Funchia; Fucile

G
Gingillo; Gioiello; Gigio; Grillo; Gemello siamese ; gommone ; Gelato; Gio; Gruengo (dialetto Tarantino)

I
Incursore calvo, Immane dardo, Ignobile fardello (nel caso in cui non ti si drizzi), Irtam (nome originario della cultura sannita), iomato

K
Klinz (altro termine del dialetto triestino)

L
Lui; Liben (forma dialettale bergamasca); Lucertolone

M
Marra (calabrese); Manfano (termine livornese); Manganello; Mangusta; Mastino; Mazza; Mazzarello (“O’ mazzarello” termine in dialetto napoletano); Mazzuolo; Mella (in Ticino); Meregola; Mentula (latino); Micciu (dialetto calabrese); Minchia; Minca (sardo campidanese); Mincia (dialetto sassarese); Mìncie (dialetto gaetano); Mincra (sardo nuorese); Micciu; Membro; Mastellone; Minella; Manico/manego (Veneto); Manico di Carne; Marruggio (termine messinese); Minipimer; Mitulo (dialetto perugino); Mago; Manübri (manubrio, in dialetto milanese); Mastazzolu; Merlo.

N
Nerchia; Nerbiu (termine sardo campidanese); Nerbu (termine calabrese); Nerv (termine sanseverese); Nervo

O
Osel (termine bergamasco); Oseo (termine veneto); Osillu (termine sardo); Organo;

P
Pacco; Il Padre (termine sannita); Padùlo; Palo; Papagno; Pascàl (termine napoletano, traduzione di Pasquale); Pendolo; Pene (termine proprio della lingua italiana); Pepe (termine avellinese); Perna; Pesce; Pesciolino; Pezzeo; Pialla; Pica (termine teramano); Picca (termine chietino); Picchio; Piciu o Picio (termine piemontese); Piciollu (termine calabrese); Pidicone; Pillòscia (tipico termine rossanese); Pilloni, Pillona o Pillone (cagliaritano); Pimperlo (termine altoatesino); Pinga o Pingone (termine proprio del foggiano); Pinguino; Pipì; Pipistrello; Pipo; Pippo; Pirillo; Pirla (termine del dialetto milanese); Pisarello (dialetto piacentino); Piscia (termine calabrese); Pisciòlo; Pisello; Piso; Pistello; Pistocchio; Pistola; Pistolino; Pistulìn (milanese); Pistulo; Pitone; Pitùlu (termine piemontese); Pittàforo; Pizza (termine in dialetto tarantino e dialetto salentino); Pozzollo; Propaina (dal dialetto di Spigno Saturnia: propaggine); Pupo; Pupparuolo; Puzzone (uccello, termine Logudorese);

Q
Quaglia; Quaccherone;

R
Randa; Randello; Ramazza; Renga; Righello

S
Salame; Salsiccia; Sasicce (usato nel napoletano); Scansapelo; Sciavarra; Scorticaculo; Sdavarra; Serpente con un occhio solo; Sferra; Sfondaranocchie; Sfondasfinteri; Siluro; Sleppa; Smanfro; Spaccafiche; Spaccasfinteri; Spaccatutto; Spada de foco (Mario Brega); Spaventapassere; Sperru (calabro ionico, gran coltellaccio); Spoderu (calabrese ionico reggino, specie di pesce); Stanga; Straffagghione (tarantino); Strione (usato nel foggiano, specie di pesce); Stroncafica; Suscella (dal dialetto di Spigno Saturnia: carruba); Svangafiche; Svangapapere; Svangapassere; Sventrapapere (Roberto Benigni); Sventrapassere.

T
Tarello; Terza gamba; Tega; Tomahawk; Totem; Tregghia; Traulo(termine in dialetto tarantino); Tamoco; Tamberlon (Trentino); Trapano; Trivella; Tronco; Troncocionco

U
Uccello, Ugello, Usèl (dialetto Emiliano e veneto occidentale);

V
Varra (dal pescarese); Verga; Verru; Vertula o Vertuluna; Verza; Vicilla (termine foggiano); Vignu; Vijozzu; Vulvometro; Vurpilu

W
Willy (espressione in origine di lingua inglese); Würstel

Z
Zibibbone; Zizì; Zazzà

Da:

I segreti dell’omosessualità: chi finisce nel letto dei gay…

 

L’orientamento sessuale si riferisce ad un modello duraturo o ad una disposizione all’esperienza sessuale, affettiva o di romantica attrazione rivolte primariamente a uomini, donne o entrambi i sessi.

La scala Kinsey evidenzia, per il suo ideatore, lo studioso Alfred Kinsey, il fatto che l’orientamento sessuale si dilunghi in un continuum costituito da  sette livelli. Tali livelli vanno da 0, che indica una tendenza esclusivamente eterosessuale a 6 che indica invece una propensione esclusivamente omosessuale mentre nel centro, 3, si collocano coloro in cui le tendenze etero e omosessuali si equivalgono (bisessuali); infine in mezzo ai tre poli ci sono le relative “sfumature”.

Eccovi la scala Kinsey o più precisamente l’ Heterosexual/ Homosexual Rating Scale:

Valutazione Descrizione
0 Esclusivamente eterosessuali.
1 Prevalentemente eterosessuali, ma in alcune circostanze con tendenze omosessuali.
2 Prevalentemente eterosessuali, ma con una forte componente omosessuale.
3 Le tendenze eterosessuali e omosessuali si equivalgono (bisessualità).
4 Prevalentemente omosessuali, ma con una forte componente eterosessuale.
5 Prevalentemente omosessuali, ma in alcune circostanze con tendenze eterosessuali.
6 Esclusivamente omosessuali.

Le attuali teorie della sessuologia, in una prospettiva biologica, psicologica e sociale, considerano l’identità sessuale un costrutto multidimensionale costituito da quattro distinte componenti:

  1. Il sesso biologico:  l’appartenenza biologica al sesso maschile o femminile determinata dai cromosomi sessuali.
  2. L’identità di genere: il senso psicologico di appartenenza al genere maschile o femminile. L’identificazione primaria di genere è quasi sempre contingente con il proprio sesso biologico anche se, occasionalmente, vi sono ragazzi che crescono con la convinzione di essere femmine e ragazze che crescono con la convinzione di essere maschi. Il termine “transessuale” può indicare le donne e gli uomini che hanno iniziato o concluso un percorso di riattribuzione del genere cosicché l’aspetto corporeo sia congruente con l’identità di genere. Nel caso si ravvisino le condizioni psicologiche e fisiche adeguate, una persona può quindi accedere a interventi chirurgici o trattamenti ormonali per l’adeguamento di genere.
  3. Il ruolo di genere (o ruolo sessuale) invece costituisce un insieme di caratteristiche culturalmente associate agli uomini e alle donne. Sulla base delle norme culturali, ci si aspetta infatti che gli individui si comportino in maniera socialmente conforme al loro sesso biologico; e cioè, che i maschi agiscano in modi percepiti come mascolini e le femmine in quelli percepiti come femminili. L’insieme di caratteristiche che definiscono ciò che è appropriato per un maschio e ciò che è appropriato per una femmina è frutto di un insieme di comportamenti e aspetti, alcuni dei quali riguardano l’apparenza fisica, i gesti, la personalità  (tipi mascolini o effeminati).
  4. L’orientamento sessuale, di cui si è parlato prima, ovvero l’attrazione erotica ed affettiva per i membri del sesso opposto, dello stesso sesso o entrambi (omosessuale,bisessuale o eterosessuale).
Da un punto di vista prettamente relativo al rapporto sessuale, per esperienza personale ho notato che un individuo di sesso maschile che intrattiene rapporti sessuali con un altro individuo di sesso maschile avrà delle preferenze che saranno orientate secondo alcuni assi:
  • Ruolo sessuale del partner: passivo,versatileattivo.
  • Aspetto esteriore del partner: effeminato, normale, mascolino. Dove con effeminato intendo pure i travestiti e i transessuali non operati.
  • Orientamento sessuale del partner: omosessuale, bisessuale  o  eterotrasgressivo (ovvero bi-curioso). Meno importante degli altri due, forse:  ma ci sono persone che non potrebbero mai andare a letto con un gay, o eterosessuali che non cercano bisessuali ma solo gay, o bisessuali che cercano solo bisessuali… Io ad esempio, non amo il sesso fatto con i gay e neppure con i bisessuali abitudinari…
Personalmente misurerei la componente omosessuale di ciascuno non solo in base alla scala Kinsey (che è relativa solo all’ orientamento sessuale personale), ma anche ai tre assi che ho individuato qui sopra  e che riguardano le caratteristiche d’identità sessuale globali, proprie e del partner ideale:
  • Chi predilige rapporti sessuali con un individuo passivo, effeminato (e in caso omosessuale)  ha una componente omosessuale meno intensa. Esempio: gli etero che hanno rapporti con transessuali solo passivi.
  • Chi predilige rapporti sessuali con un individuo versatile,  di aspetto né effeminato né macho (e in caso bisessuale)  ha una componente omosessuale ragguardevole. Ad esempio un bisessuale fidanzato che fa sesso versatile con un suo “simile” (bisex fidanzato).
  • Chi predilige rapporti sessuali con un individuo attivo, mascolino (e in caso eterotrasgressivo)  ha una componente omosessuale molto intensa. Ad esempio un gay passivo e non mascolino che può intrattenere rapporti sessuali solo con maschi attivi e testosteronici tendenzialmente eterosessuali.
E i cosiddetti eterotrasgressivi che hanno rapporti sessuali  solo con dei transessuali attivi?  Che mal di testa, le cose si complicano! Credo che qui bisognerebbe distinguere tra i repressi, che non andrebbero con tipologie di aspetto maschile, e gli eterotrasgressivi “reali”  per cui la stimolazione passiva può comunque risultare piacevole (e magari la praticano anche con la loro compagna “armata” di giocattoli sessuali)…
Insomma vi sono pure qui, come nella scala Kinsey, le categorie intermedie. Un altro esempio: i bisessuali che fanno sesso  solo con bisessuali, passivi (e non con gay) e di aspetto mascolino
Poi vi sono persone che prediligono avere rapporti sessuali sono con individui sessualmente superdotati, o  solo con individui giovani, ma qui si esula dalla peculiarità dell’omosessualità pura.
Abbiamo in questo post dato un’occhiata alla variegata fauna che finisce nel letto dei gay…

Da:

  1. Wikipedia: Scala Kinsey
  2. Wikipedia: Omosessualità
  3. Identità sessuale

Sguardi laser: dialoghi sessuali tra gli occhi (mentre le bocche parlano d’altro)

Durante una cena a cui ho partecipato sere fa ho pensato alle potenzialità dello sguardo. Al suo potere. Al  linguaggio segreto ed osceno che riescono a parlare due paia di occhi, mentre le bocche vanno per conto loro e raccontano col pilota automatico di cose innocue.

Un napoletano sedeva di fronte a me quella sera. Un giovane napoletano con la barba curata,  l’aria rilassata e tanto testosterone in corpo. Simpatico per giunta. Ogni tanto i nostri occhi si incrociavano. Così: inaspettatamente. Lui etero ed io gay. Lui etero amante della donna, e forse…. Io gay, avvezzo all’uomo vero. Era sorprendente, quell’incrocio di sguardi. Ed imbarazzante. Quasi lui si sentisse scoperto.  E volesse però contemporaneamente vivere l’esperienza trasgressiva. Perchè quegli sguardi così fuori posto, quando nessuno dei due parlava, e così intensi, rapidi, voraci e penetranti,  non avevano altra spiegazione che l’essere un muto messaggio di desiderio…

Ma comunque i dialoghi oculari più intensi li ho vissuti oggi al mercato. Era tempo che non ci andavo, di domenica. Mesi direi. E lì ho rivisto due giovani venditori che conoscevo.

Il primo aveva aperto un banco tutto suo. Mentre prima lavorava per un altro venditore. Lo ho trovato più irrobustito quest’oggi. E più maturo. Anni fa avevamo scherzato spesso, e una volta -mentre mi provavo dei jeans- lui aveva sbirciato in quella specie di camerino improvvisato che hanno ai mercatini;  io ero in sleep rossi, di spalle. Scherzavamo così insomma. Oggi ci siamo ritrovati maturati nel fisico e nell’animo. E mentre parlavamo di lui, che finalmente si era messo in proprio dopo dieci anni, del suo commesso del bangladesh e di cose del genere che neanche ricordo più, i nostri occhi dicevano ben altro: -Sai che ti desidero!  -Sei molto più sexy oggi che allora! -Che dolce sei! -Ti piaccio ancora? -Mi piaci ancora di più! -Vorrei stare un po’ solo con te! –  ed altre cose che non posso scrivere, perché forse troppo oscene.

L’altro venditore è un colosso, un pezzo di ragazzo, con un piccolo arazzo tatuato su un braccio. Un gigantone educato con cui non avevo mai avuto nessun tipo di approccio scherzoso di tipo sessuale. Non ho mai comprato niente da lui. Ci salutavamo e basta quando gli passavo davanti o guardavo la merce sul suo banco. Oggi lui mi ha fermato addirittura, per salutarmi, io mi sono voltato, sono tornato indietro, l’ho raggiunto ed abbiamo cominciato a parlare. Del fatto che ne era passato di tempo, dall’ultima volta che ci eravamo visti. Del fatto che durante i cambi stagione si vende poco, perchè la gente non compra più i capi della stagione che sta per finire e neanche quelli della stagione che non è ancora arrivata. Parlavamo di cose così… mentre gli occhi si dicevano: -Magari una sera potresti venire a casa mia!  -Che corpo enorme, finalmente qualcuno più alto di me! -Che dolce sei… – e per salutarci ci siamo scambiati una stretta di mano, intensa, avvolgente, e prolungata all’inverosimile, fino al limite imposto dalla decenza, e forse travalicandolo.

Già. Ma gli occhi a volte ai venditori del mercato non sembrano bastare, e  per rafforzare il loro messaggio, entrambi i ragazzi hanno controllato con la mano l‘attrezzatura da combattimento e verificato che i miei occhi le dedicassero la dovuta attenzione. Ma io ho pensato invece che guardarli negli occhi con maggiore intensità mentre sistemavano il viril instrumento fosse per me e per loro più eccitante e meno basso. Così ho fatto, e mi è parso gradissero anche loro l’intensità emotiva del momento!

I neopapà annoiano le donne (e i gay)

Qualcuno, donna o gay che sia, potrebbe forse credere che il neopapà sia una preda succulenta, da rimorchiare e frequentare per abitual diletto…  Qualche esemplare lo avvisti, nei corridoi dei centri commerciali, spingere la carrozzina contenente un bambolotto paffutello in carne ed ossa, mentre la dolce sposina al suo fianco sbircia sospirando  le vetrine dei negozietti di intimo, domandandosi se riuscirà – per la prossima estate – a sfoggiare un due pezzi, o dovrà definitivamente abdicare in favore del costume intero, magari pure a fiori… Ma tornando al neopapà, eccolo in tutto il suo splendore: sbarbato, lindo nell’abbigliamento, con quella luce dolce e calda negli occhi…  E il nostro pensiero osceno ce lo fa immaginare protagonista di un incontro clandestino, nelle vesti di caldo e focoso amante, con noi come coprotagonisti della piccante fantasticheria….  Sì, sarebbe proprio adatto uno di questi esemplari ai panni di amante affidabile, del dolce ma passionale stallone di cui chiunque in fondo è in cerca! Andrebbe benissimo, alla perfezione…

Niente di più falso!

Lasciate perdere i papà, che dopo la nascita della loro prole diventano meno maschi. Vi annoierebbero e perdereste il vostro tempo…

Difatti nei neopapà si abbassa drasticamente il livello di testosterone, e questo li rende meno virili.

Lo conferma pure un recente studio,  condotto presso la NorthWestern University.  L’interazione con i neonati interferisce con la produzione ormonale, modificando quindi la fisiologia dei neo papà. Precedenti studi avevano già mostrato che i livelli di testosterone nei padri sono mediamente più bassi di quelli degli altri uomini della stessa età e senza figli.

Il motivo di ciò è così spiegato dai ricercatori: in natura l’uomo per procreare deve essere macho, deve cioè conquistare, e per farlo ha bisogno dell’impulso dato dal testosterone. Ma quando ha procreato si deve occupare dei figli.

Inoltre  la natura ha “previsto” il calo del testosterone per proteggere la prole da eccessi paterni che in alcune specie possono causare l’atto fatale dell’uccisione dei figli.

Grazie ai bassi livelli di testosterone, inoltre, “nel tempo i neopadri potrebbero risultare protetti da alcune malattie croniche”. Un’ipotesi che spiegherebbe anche un altro dato: gli uomini single hanno una salute più fragile di quelli sposati o comunque padri.

Pensa un po’!

La morale?

  • Le mogli, per tenersi l’uomo stretto, gli mettano spessissimo in braccio il pupetto:  i livelli di testosterone circolanti si abbassano ancora di più negli uomini che si dedicano al proprio bambino per almeno 3 ore al giorno.
  • Potenziali amanti del suddetto neopapà, donne o gay che siano, girino alla larga da lui… Non c’è trippa per gatti! Anzi… non solo non tentate assolutamente approcci con questo soggetto, ma nemmeno dedicategli uno sguardo o un sorriso … non lo merita, questo longevo e per niente utile oggetto di desiderio 🙂 .

Da:

  1. Calo del testosterone per i neo papà
  2. L’arrivo di un figlio fa calare il testosterone è i papà diventano meno Maschi
  3. Meno testosterone per i neo papà 
  4. Fare il papà abbassa il testosterone