Vostri pensieri osceni: senza Art.18, saranno finalmente i giovani a occuparsi dei genitori!

 

In risposta al post sulla riforma del lavoro mi ha scritto un lettore. Brontolo68, così si firma, in particolare osserva che le sforbiciate varie date all’Articolo 18 di fatto porterebbero ad una situazione migliore di quella attuale.

Eccovi quello che scrive:

Gentile PensieriOsceni, ho letto con interesse il suo articolo sulla riforma del lavoro, come pretendono di attuarla. Cito alcuni passaggi del suo post: “..la riforma delle pensioni condanna le imprese a tenere i lavoratori anziani, demotivati e poco produttivi, fino a 67 anni. Facilitando i licenziamenti economici si fornisce l’incentivo a liberarsene per sostituirli con altri, più giovani e più economici. I cinquantenni di oggi rischiano quindi di trovarsi senza lavoro, senza pensione e con pochi ammortizzatori sociali, “esodati” […]. D’accordo, i cinquantenni di oggi hanno avuto una vita più facile di quella dei loro figli. Ma sostituire un’emergenza sociale con un’altra non sarebbe un gran risultato.

L’emergenza sociale sostituita è che i giovani, per quanto iperlaureati, di oggi non trovano lavoro e vivono sulle spalle dei genitori. L’emergenza sociale che si avrebbe se con  la riforma ci si liberasse proprio di “questi” genitori è che i figli iperlaureati lavorerebbero, e dovrebbero occuparsi loro dei genitori più anziani… Mi pare già un buon passo avanti, anzi due passi avanti, anzi 3:

1, che i giovani possano finalmente accedere al mondo del lavoro. Mettano a frutto le competenze acquisite con lo studio, e non vivano il disagio esistenziale e la frustrazione di essere tagliati fuori da quello per cui si sono sacrificati, perché tutti i posti sono già stati saldamente occupati. Spesso da gente improduttiva, parcheggiata in quei posti da decenni, ovvero da quando con la raccomandazione hanno occupato le scrivanie a cui siedono, spavaldi e -finora almeno- sicuri di restarci a vita!…

2, che siano i giovani -nel pieno delle forze- ad occuparsi dei genitori e non il contrario.

3, che si faccia piazza pulita di tutta quella feccia di raccomandati entrati e parcheggiati a vita nelle aziende. Si spera che i più in là con gli anni di loro, abbiano perso qualunque gancio decenni prima li avesse fatti entrare “per conoscenza” in una delle varie aziende. Finora non poteva essere facilmente defenestrato, anche se come quasi sempre accade si tratta di soggetti oltre che raccomandati pure improduttivi e strafottenti. Ora un calcio nel sedere di quelli senza possibilità di appello né ritorno spero non glielo risparmino, a questa feccia raccomandata che purtroppo pure nella mia azienda mi tocca vedere ogni giorno con disgusto…e che mentre io mi rompo la schiena loro stanno tutto il tempo a chiacchierare e a fumare… e non fanno “nulla” dalla mattina alla sera!

Saluti

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Oggi, godendomi il sole, alla fermata, contando i minchioni…

Stamattina mi sono alzato di buon umore. Ho tirato su le tapparelle ed il consueto sole primaverile  degli ultimi giorni ha salutato il mio risveglio con un sorriso.  Ieri, come racconterò nel prossimo post, ho avuto una organizzatissima giornata da Mata Hari romana, ed ho fatto tutto ciò che dovevo, e potevo… Stamani mi sono rasato, da bravo gay che si rispetti, e il viso né è uscito liscissimo. Le irritazioni sono scomparse dopo pochi minuti. Ma – si sa – per quelle che restano, la crema idratante colorata è una manosanta. Il fondotinta mi sembrerebbe troppo estremo, ma – chissà! – un giorno… 🙂  Poi sono andato a quel bar di fronte alla fermata della metropolitana.  Passando davanti ad un gruppetto di autisti di autobus che, ringalluzziti dal sole, se la ridevano fragorosamente su questioni  di certo inerenti il calcio o il sesso o simili  minchionerie, tra cui l’ultimo modello di iPhoQualcosa… Ho pensato di loro: -E chi li ammazza, a questi? Probabilmente qualche santo in paradiso li ha messi dove stanno e ce li farà restare a vita… E mentre guidano parlano pure al telefonino, senza auricolare! E che c’avranno da scioperare ogni settimana? Ma chi sta meglio di loro? – Ma nel frattempo sono arrivato al chioschetto-bar dove vado quasi ogni mattina per la colazione. Cappuccino e cornetto. Il cappuccino è ovviamente sempre identico a se stesso, mentre sul cornetto mi concedo di variare tra il saccottino al cioccolato, o ai frutti di bosco, oppure il cornetto integrale. Oppure il cannolo al cioccolato, che mi vergogno quasi un po’ a chiedere perché so che chi me lo porge, nel frattempo sta pensando: -Ti piace il cannolone eh?! – Ma naturalmente non me ne importa affatto. Anzi lo trovo divertente, quasi…  Oggi ho optato per il cornetto integrale al miele, che non prendevo da secoli perchè è il primo a finire di solito. Le sciocche emancipate pensano che integrale significhi dietetico, credo, e per questo scelgono la suddetta tipologia ogni mattina, così sono a posto con la coscienza. Ma, emancipate minchione, sappiate che il cornetto integrale al miele non è dietetico! Almeno in questo siate oneste con voi stesse, emancipate de ‘sto… A quel punto, ristorato a dovere, sono andato alla fermata dell’autobus per raggiungere l’ufficio. Qualche habituè della fermata ce lo trovo sempre. Purtroppo si tratta spesso di quel tipo quarantenne, sufficientemente carino, ma che si muove come robocop, ed sicuramente attratto dai ragazzi, ma solo dai diciottenni e per giunta poco interessanti,  come del resto è lui. Sempre che non sia un etero, è ovvio. Ma lancia troppi sguardi ai ragazzi per esserlo… Erano le 9,28 e il pannello elettronico non annunciava autobus per me utili da lì a 20 minuti. Ma io, che sono un habituè, so bene che lo 044 delle 9,40 non è annunciato sul pannello, ma arriva – puntuale – ogni giorno a quell’ora.

Mancavano dieci minuti. Il sole era piacevolmente caldo, e per non annoiarmi ho iniziato il gioco statistico della conta dei minchioni.  La conta dei minchioni? Ma ce ne sono fin troppi in giro! A quali alludi, vi chiederete?  Beh, ve lo spiego subito… Mentre in tutti i paesi evoluti la gente prende i mezzi pubblici, qui a Roma la gente preferisce l’automobile. Una collega che abita in centro, ed un’altra che sta a San Giovanni, beh entrambe affrontano oltre un’ora di guida snervante nel traffico per il quotidiano pellegrinaggio in ufficio. Lo preferiscono allo starsene sedute in metropolitana, magari leggendo un libro o ascoltando musica. Con la possibilità di scambiare due parole con qualcuno. Di aprirsi agli altri. Di vedere cosa succede in giro… Ma no! Loro non prendono i mezzi perché sono pieni di extracomunitari, o perché si sentono troppo superiori a queste cose!… Ebbene il computo dei minchioni, che a volte faccio stando a quella fermata, consiste nel contare quante automobili viaggino con un solo passeggero, ovvero l’autista. La statistica è che ci sono 9 minchioni su 10 auto che passano. Ed è una stima ottimistica! Ovvero ogni 10 automobili che passano solo in una c’è più di una persona! E di solito trattasi di una coppia sposata di anziani, che va a fare la spesa o dal dottore. Più raramente trattasi di: coppiette di fidanzati, con  l’uomo che accompagna la donna a lavoro (a volte anche filippini, almeno stamattina), un padre anziano scarrozzato dal figlio adulto, e poco altro. Le automobili con 3 persone sono una rarità. Oggi ne ho avvistata solo una…

Poi inaspettatamente è arrivato il 797, e l’ho presto al volo, tradendo il fedele 044 che di certo per oggi mi perdonerà…