Il maledetto caldo è iniziato. L’epilazione salverà la mia psiche!

Questo macho etero depila il busto per mostrare ogni venatura del corpo muscoloso. Ma non le braccia: il pelo sulle braccia invia agli altri un segnale di virilità...

Anche le donne combattono con bolle post epilazione

Sabato scorso è arrivato il maledetto caldo. In giro parecchia parecchia gente con magliettine a maniche corte. Ma io non potevo ancora permettermelo. Loro, i bastardelli e le giovani intriganti meretrici, sfoggiavano braccia depilate e t-shirt estive come se non aspettassero altro e fossero pronti per quello da molto, moltissimo tempo… Io invece non solo non avevo magliettine a maniche corte a disposizione, ma cosa ancor più grave pur se ne avessi tirata fuori una dall’armadio non avrei mai potuto indossarla. Non prima della depilazione intendo…. Ebbene sì, ve lo confesso: non riesco ad andare in giro con le braccia scoperte se sono ricoperte da peli! E’ tremendo, lo so. Ma per me è così da svariati anni…L’idea di girare coi peli sulle braccia mi ripugna. Piuttosto preferisco schiattare dal caldo indossando un giacchettino o una maglia a maniche lunghe. Ma farmi vedere con le braccia pelose, questo mai e poi mai! E così, questo sabato sono andato in giro coperto da un giacchettino leggero e ho annaspato dal caldo. Maledetto caldo giunto all’improvviso!… Ma ieri il tempo si era rimesso in carreggiata, e le temperature si erano allineate alle medie stagionali. Tutto a posto dunque… E invece no! Oggi è tornato il caldo… Certo non lo stesso caldo di sabato scorso, ma ormai non vi è più da dubitare che sia giunto il momento di depilarsi. Stamattina ho capito che non potevo aspettare oltre… E così dopo aver maledetto i glabri di natura mi sono accinto all’operazione. Dopo cena e dopo aver ingerito del caffè e aver bevuto del vino rosso per sopportare il fastidio dell’epilazione… eh sì, cari! Epilazione. Avete capito bene. Epilazione, e non certo la ridicola depilazione con il rasoio, che dopo poco ti fa ritornare dei pelacci grossi come tronchi neri! No, no, no… Non sono così ingenuo. Ho l’epilatore io. L’ho acceso e zac…zac, zac…..zzzzzzzzz..zzzzzzz … un sorso di vino….zac, zac…. ancora vino….zzzzzz… fino alla fine… Braccia e petto depilati. Braccia nella totalità e petto…solo la parte alta, quella che serve per evitare che i pelacci sporgano dalle magliette con lo scollo a “V”…. Che furbo sono…. Il resto del petto lo farò domani forse… Le gambe? Quelle non servono…Porto sempre i pantaloni lunghi, io… E il culetto ce l’ho glabro di natura. Quindi va benissimo così, per un gay passivo come me. Dall’esterno vedreste braccia depilate, nessun pelo venir fuori dallo scollo della maglietta… E volendo far sesso, trovereste un sederino depilato. Non avreste proprio da pentirvene.  Un pacchettino sufficientemente attraente per il maschio, attratto com’è dalle pelli lisce e senza peli….

Scrivo questo articolo prima di andare a letto. Mentre aspetto che si attenuino le tremende bolle post epilatorie. Domani per fortuna saranno un ricordo. E ci saranno solo delle braccia bianche e depilate…

LE PANTERE DEL RIBALTABILE SONO REALMENTE “CHEAP” !

Sabato per me è stata una giornata di faccenduole sessuali. Non che ne desiderassi alcuna, visto che sto cercando di disabituarmi al sesso, in quanto ormai lo trovo ripetitivo e una perdita di tempo colossale. Come qualcuno aveva confessato ad un mio amico: “Se non avessi perso tutto quel tempo dietro al sesso, ora sarei una persona di successo!”… Ma comunque, per non restar troppo indietro e poiché la primavera è giunta e bisogna celebrare l’ormone in subbuglio, dopo pranzo quando il mio amante storicissimo mi ha telefonato, gli ho detto che poteva raggiungermi a casa verso le 15.30 …Allora. Forse voi sapete del mio fidanzato storico (che  non amo ma mi dà l’affettività e mi fa compagnia) e del mio amante storico (il ragazzo egiziano espulso dall’italia, che invece amo)… Ma non sapete di certo del mio amante storicissimo, un 37enne sposato e superdotato, in trasferta a Roma, che vedo da anni nei fine settimana. Io ho la fissa dell’amante fisso! Ovvero, preferisco trovare una persona coi requisiti adatti, da vedere con continuità, piuttosto che cambiare troppo spesso amante. E sono ormai 3 anni che vedo il mio amante storicissimo. Così, quando la mia coinquilina è uscita (evento rarissimo, come saprete), per una passeggiata con la cugina, ecco che il mio amante storicissimo ha fatto il suo ingresso in casa . E abbiamo fatto sesso alquanto primordiale. Come non ci era mai capitato prima. Sarà stata la primavera, sarà stato il mesetto che non ci vedevamo, fatto sta che abbiamo “giocato” mettendoci notevole, istintivo e quasi totale trasporto … Un oretta molto soddisfacente, devo ammettere…Poi mi sono lavato, vestito e sono uscito. E sulla metro mi domandavo quanta di quella gente avesse appena fatto sesso, come me… Soprattutto guardando le coppiette, me lo chiedevo: magari anche loro avevano finito di copulare da poco…

E sabato notte il bis! Con un tipo che avevo conosciuto in una di quelle piattaforme sociali virtuali online. Avendo la fissa dell’etero, mi è capitato di “importunare” dei maschi etero in certi siti in cui l’uomo e la donna hanno dei profili pubblici e cercano delle relazioni di amicizia o di amore. Immancabilmente, almeno da parte dell’uomo, si tratta in verità della ricerca di sesso, altro che amicizia o amore! Comunque, su uno di questi siti avevo creato un profilo femminile, raccontando la fantomatica storia di una cinquantenne sposata che cercava un amico virile che si intrattenesse con lei e con un amichetto gay. Inutile dire che l’amico gay ero io! E, nei panni della ninfomane cinquantenne insoddisfatta dal marito, chiedevo al maschio in questione una conoscenza preliminare con l’amico gay… solo per parlare e conoscersi…poiché la prudenza non è mai troppa per una donna… sposata per giunta…
E con uno di questi tipi oltre a parlare abbiamo fatto ben altro…
C’eravamo incontrati un sabato sera invernale, in quel periodo che a Roma aveva nevicato, ed era successo il pandemonio tra strade bloccate e gente finita con le gambe rotte… Io e l’ometto della chat ci eravamo appartati in un piccolo parcheggio immerso nell’oscurità.  Quella con me è stata la sua prima esperienza con un altro ragazzo. A me è piaciuta subito la sua gentilezza, il suo essere un quarantenne attraente, occhi celesti, folti capelli, e  – da un punto di vista sessuale – dotato molto (molto) bene.
Lo scorso sabato notte mi ha telefonato. Tornavamo entrambi dalle rispettive uscite con gli amici, e abbiamo deciso di rivederci. Siamo andati al solito parcheggio e, con maggior confidenza della volta precedente, abbiamo giocato. Solo che… mi pare che ora lui voglia avanzare pretese da “passivo”. Quelle horreur! Vorrebbe sperimentare, toccare il mio membro e forse molto altro ancora… Ovviamente non sono minimamente interessato alla cosa. Se cercassi passivi, li troverei – e a bizzeffe – nella variegata comunità gay romana. Io invece cerco il maschio autentico. Forse questa è la punizione per aver imbrogliato su quel sito, il ritrovarmi alle prese con un soggetto con queste pretese, invece che con un vero maschio. Comunque lui è gentile, mi attrae fisicamente, mi tranquillizza mentalmente e mi piace pure la sua dotazione sessuale… Vedremo…
Altre macchine, con altre coppiette, erano arrivate al parcheggio, prima e durante i nostri giochi. Una in particolare, ferma abbastanza vicino a noi, ha attratto la mia curiosità. Attraverso un varco nei vetri appannati, ho guardato nella loro direzione. Anche loro avevano finito più o meno in contemporanea con noi due.  Sembrava che nel loro abitacolo si stesse svolgendo una concitata discussione. Io ed il mio amico abbiamo scherzato ipotizzando che gli si fosse rotto il preservativo. Poi abbiamo pensato che magari stessero semplicemente ridendo e facendo gli scemi dopo l’amplesso, per rilassarsi. Ad un tratto la donna è scesa dall’auto e si è accovacciata più in là, nel buio. Evidentemente per far pipì, o per tirar fuori qualche altro liquido (che il maschio le avesse riversato dentro)…
Ho pensato una cosa…. Che sceme le pantere del ribaltabile!

Invece di pretendere dei target più signorili, per le loro vite e i loro amplessi, si regalano in auto! Il che magari può farlo un gay, che deve pur accontentarsi. E che quando trova un vero maschio, o ciò che reputa tale, il sesso in auto deve pur mandarlo giù, se capita…

Ma una donna… Abbassarsi a tanto mi pare troppo degradante per qualcuna alla quale farai partorire la tua progenie! Io – da gay e pure con la mentalità abbastanza aperta – lo trovo davvero troppo cheap per una donna che si rispetti!

CIAO, COME SEI MESSO… A “PENE” ?

 

Ma quali pene? D’amore???

il terzo da sinistra mi dà l'idea...d'esser messo meglio!

No, no… Qui si parla proprio del vostro giocattolo, cari maschietti…  Come lo chiamate voi? Date un’occhiata alla appendice in calce all’articolo (Appendice – Sinonimi di pene) e troverete centinaia di sinonimi, ordinati alfabeticamente, per il vostro “Serpente con un occhio solo”, “Capitone senz’e recchie” , o più semplicemente “Bananone”…

Vediamo nel  pianeta com’è distribuita in giro per i vari Paesi la “lunghezza” del pisello

Al primo posto con un pene medio di 17,9 cm troviamo gli uomini della Repubblica Democratica del Congo, seguono gli ecuadoriani con 17,8 cm e poi gli uomini del Congo, del Ghana, della Colombia, del Venezuela, del Libano e del Cameroon. Diciamo che tra i primi in classifica ci sono i centro americani e i centro africaniGli italiani sono al trentaquattresimo posto con 15,7 cm, dopo i francesi, i belgi e i neozelandesi. I meno dotati in grandezza sarebbero invece i coreani con un pene lungo in media 9,7 cm.

Personalmente, da gay, posso dire ai maschietti che una lunghezza eccessiva del pene non è interessante per il/la vostro/a partner sessuale. Oltre i 18 cm (o giù di lì) un pisello è inutile, e anzi pure fastidioso poichè inutilizzabile, ad esempio oralmente 🙂 Per il rapporto vero e proprio più importante della lunghezza è la larghezza (maggior larghezza = maggior stimolazione delle pareti del partner) e la “durezza”… Oltre al fatto che alquanto fondamentale come prerequisito è che il maschio che è attaccato al “pisello” sia un tipo eccitante e virile, nonché pure passionale. Poi personalmente prediligo il maschio che non ci mette 1 ora a “finire” (sai che noia!), ma ne preferisco uno più “rapido” e che in caso sia capace di concedermi il bis!

un lampadario...très chic!

Appendice – Sinonimi della parola pene

Ci sono numerose altre denominazioni dialettali, colloquiali, familiari o volgari che indicano l’organo genitale maschile.

A
Abbacchio; Acello; Adamo; Adolf; Aggeggio; Aguzzapaperi; Alabarda; Alberello; Albero della cuccagna; Alosio; Alzabandiera (si riferisce più propriamente all’erezione mattutina o semplicemente all’erezione); Amendola; Ammennicolo; Anaconda; Arma; Armando; Arnese; Articolo per signora; Asciugamano delle serve; Asperge; Asso; Asso di bastoni; Asta; Atlascopco; Attaccapanni; Attrezzo; Augello; Avvoltoio; Azzittamonache

B
Biri (Nord Italia); Baba; Babbacammello; Babblione; Bacchioloscopio;Bachiono; Badile; Badurlo; Bagara (trapanese);Bagiano; Bagigio; Baldassarre; Banana; Bananone; Baobab; Barbagianni; Barracuda; Bartolo; Barzo; Barzotto; Basano; Bastone; Batacchio; Batanga; Battagliùn (termine in uso in Calabria); Battocchio; Bazzo; Bazzuca; Becca; Bega; Belin (o Belàn o Belino, espressione in uso in Liguria); Bello; Benbenbigolo; Benigno (periferia di Catania);Bestia; Biberone; Bicchio, Bicio (in Veneto); Bietta; Biff; Bigatto; Big Bang; Big Bamboo; Bighe; Bignamone; Bigol; Bìgul, (termine in uso in Friuli); Bigolo; Billo; Bindolùn (termine in uso in Piemonte); Birello; Birillo; Birimbobirambo; Bischero (termine in uso in Toscana); Biscotto; Biscottone; Bisdiffo; Bisquit; Bitti; Blekedeker; Bocchettone; Branda; Brando; Branzino; Brittola; Brocca; Brufolo; Brustolone; Bruzzo; Busceddu; Bimbin (termine del dialetto triestino); Bau; Biscio.

ti si è ristretto, in acqua?

C
Cacchio (il cacchio è il germoglio di una pianta, il termine è usato come eufemismo al posto di cazzo); Cagnolu (espressione catanzarese); Calandra; Calomba; Canna; Capitano; Capitone senz’e recchie (termine napoletano); Cece (denominazione dialettale paganese); Cefalo sguarramazzo (termine volgare napoletano); Cedda (termine tipico catanese); Cella (denominazione Abruzzese/Marchigiana); Cello (centro-marchigiano); Chichillitta (termine cagliaritano per indicare il pene dei bambini); Chiccadroxia (termine cagliaritano per indicare il pene dei bambini); Chillitone (termine cagliaritano per indicare un pene grande); Chigno; Ciaramita o Ciaramedda (messinese); Ciavarello; Cicciallegra; Ciccio (espressione veneta); Cicella (riferito al membro dei bambini delle dimensioni di un piccolo legume); Ciddone (termine foggiano); Cidduzza (dialetto catanese, usato per indicare il membro dei bambini o in tono sfottente un uomo con pene piccolo); Cillone; Cincio; Ciola (denominazione barese); Ciocca (da ciocco di legno); Ciolla (termine reggino); Ciollazza; Ciollone (sinonimo di minchione); Ciota (Nicotera), crotonese, savonese e siciliano); Cippa (da “ceppo”, anche “ceppa”); Cioppa; Ciuccio; Ciufello (espressione abruzzese); Coa (bassanese); Coda (bellunese); Comarello/Gomarello (cetriolo); Cosetta; Creapopolo (denominazione dialettale del gallaratese, peraltro ormai quasi totalmente in disuso); Creapopoli (denominazione dialettale toscana dell’empolese); Crescinmano; Cucco; Cumpagn mij (termine campano, “il mio amico”).

D
Daga, Dindolino, Dondolino; Dami(Toscana);

E
Egli; Esso; Estensibile

F
Flauto di pelle; Fava; Fratello; Fratellino (Dipende dalle dimensioni); Fringuello; Fallo; Fava; First; Flamberga; Fungia; Fratimo (espressione usata a Salento); Fravaglio (espressione napoletana); Finferlo (espressione veneta); Fusbana; Funchia; Fucile

G
Gingillo; Gioiello; Gigio; Grillo; Gemello siamese ; gommone ; Gelato; Gio; Gruengo (dialetto Tarantino)

I
Incursore calvo, Immane dardo, Ignobile fardello (nel caso in cui non ti si drizzi), Irtam (nome originario della cultura sannita), iomato

K
Klinz (altro termine del dialetto triestino)

L
Lui; Liben (forma dialettale bergamasca); Lucertolone

M
Marra (calabrese); Manfano (termine livornese); Manganello; Mangusta; Mastino; Mazza; Mazzarello (“O’ mazzarello” termine in dialetto napoletano); Mazzuolo; Mella (in Ticino); Meregola; Mentula (latino); Micciu (dialetto calabrese); Minchia; Minca (sardo campidanese); Mincia (dialetto sassarese); Mìncie (dialetto gaetano); Mincra (sardo nuorese); Micciu; Membro; Mastellone; Minella; Manico/manego (Veneto); Manico di Carne; Marruggio (termine messinese); Minipimer; Mitulo (dialetto perugino); Mago; Manübri (manubrio, in dialetto milanese); Mastazzolu; Merlo.

N
Nerchia; Nerbiu (termine sardo campidanese); Nerbu (termine calabrese); Nerv (termine sanseverese); Nervo

O
Osel (termine bergamasco); Oseo (termine veneto); Osillu (termine sardo); Organo;

P
Pacco; Il Padre (termine sannita); Padùlo; Palo; Papagno; Pascàl (termine napoletano, traduzione di Pasquale); Pendolo; Pene (termine proprio della lingua italiana); Pepe (termine avellinese); Perna; Pesce; Pesciolino; Pezzeo; Pialla; Pica (termine teramano); Picca (termine chietino); Picchio; Piciu o Picio (termine piemontese); Piciollu (termine calabrese); Pidicone; Pillòscia (tipico termine rossanese); Pilloni, Pillona o Pillone (cagliaritano); Pimperlo (termine altoatesino); Pinga o Pingone (termine proprio del foggiano); Pinguino; Pipì; Pipistrello; Pipo; Pippo; Pirillo; Pirla (termine del dialetto milanese); Pisarello (dialetto piacentino); Piscia (termine calabrese); Pisciòlo; Pisello; Piso; Pistello; Pistocchio; Pistola; Pistolino; Pistulìn (milanese); Pistulo; Pitone; Pitùlu (termine piemontese); Pittàforo; Pizza (termine in dialetto tarantino e dialetto salentino); Pozzollo; Propaina (dal dialetto di Spigno Saturnia: propaggine); Pupo; Pupparuolo; Puzzone (uccello, termine Logudorese);

Q
Quaglia; Quaccherone;

R
Randa; Randello; Ramazza; Renga; Righello

S
Salame; Salsiccia; Sasicce (usato nel napoletano); Scansapelo; Sciavarra; Scorticaculo; Sdavarra; Serpente con un occhio solo; Sferra; Sfondaranocchie; Sfondasfinteri; Siluro; Sleppa; Smanfro; Spaccafiche; Spaccasfinteri; Spaccatutto; Spada de foco (Mario Brega); Spaventapassere; Sperru (calabro ionico, gran coltellaccio); Spoderu (calabrese ionico reggino, specie di pesce); Stanga; Straffagghione (tarantino); Strione (usato nel foggiano, specie di pesce); Stroncafica; Suscella (dal dialetto di Spigno Saturnia: carruba); Svangafiche; Svangapapere; Svangapassere; Sventrapapere (Roberto Benigni); Sventrapassere.

T
Tarello; Terza gamba; Tega; Tomahawk; Totem; Tregghia; Traulo(termine in dialetto tarantino); Tamoco; Tamberlon (Trentino); Trapano; Trivella; Tronco; Troncocionco

U
Uccello, Ugello, Usèl (dialetto Emiliano e veneto occidentale);

V
Varra (dal pescarese); Verga; Verru; Vertula o Vertuluna; Verza; Vicilla (termine foggiano); Vignu; Vijozzu; Vulvometro; Vurpilu

W
Willy (espressione in origine di lingua inglese); Würstel

Z
Zibibbone; Zizì; Zazzà

Da:

Come “fottere” il macho! (semplice strategia)

Se avete a che fare con uomini macho, ovvero testosteronici, e un po’ li temete per la loro indole aggressiva, rapace, dominante, sicura, caparbia… ebbene sappiate che potete “fotterli” con estrema semplicità! Basta che portiate con voi una bella donna con la lingerie un po’ in mostra (anche solo delle foto di lei), ed il macho è praticamente bello che… fottuto!

Già poiché lo scioccone con tanto testosterone in corpo, sicuramente dispone di maggior vigore e aggressività, ma proprio per i troppi ormoni reagirà “eccessivamente” se esposto a stimoli sessuali. Più di altri uomini meno virili… E sarà soggiogato dall’ormone!

Leggete tutto, da Focus:

Per il macho l’affare peggiore è la donna in lingerie!
Una sbirciatina a una donna mezzo vestita è sufficiente a far “sballare” il modo di condurre in porto un affare. Almeno per gli uomini con alti livelli di testosterone.

Potrebbe essere una nuova tattica di business: prima di andare a concludere un affare mettersi in tasca qualche foto sexy da mostrare alla controparte, sperando che questa sia un vero macho.
Sì perché, secondo un esperimento condotto da alcuni ricercatori belgi, gli uomini con alti livelli di testosterone, alla vista di una bella donna possibilmente in lingerie, sono più facilmente influenzabili nelle loro decisioni. E più propensi ad accettare situazioni economicamente svantaggiose.

Testa e testosterone. All’università di Lovanio (Belgio) gli economisti Bram Van den Bergh e Siegfried Defitte hanno chiesto ad alcuni uomini di giocare a spartirsi una somma di denaro fra loro con delle contrattazioni. Durante il gioco, i volontari con livelli di testosterone più alti si sono distinti per la loro intransigenza nella contrattazione, intenzionati a giocare duro fino ad ottenere la massima somma di denaro. Ma dopo aver visto alcune foto di donne in biancheria intima, i “testosteronici” hanno iniziato ad abbassare le proprie pretese, accontentandosi di pochi soldi ma subito.

Prospettive più allettanti. Secondo i ricercatori, i partecipanti con livelli alti di testosterone si sono dimostrati molto più vulnerabili alle immagini piccanti (e meno razionali) perché probabilmente gli ormoni hanno influito sulla loro concentrazione: si sono rilassati e distratti e così si sono preoccupati meno del guadagno. O ancora, si tratta sempre di supposizioni, il testosterone li ha indotti ad “assaporare” la prospettiva di un accoppiamento, portandoli ad agire d’impulso: meglio una ricchezza immediata seppur modesta, pur di avere qualcosa.
Occhio alle dita delle mani. Per scoprire se anche voi rischiate di essere ipersensibili a commesse discinte o troppo sexy potete valutare il vostro livello di testosterone con il medesimo metodo – un po’ sommario ma “a portata di mano” di tutti – utilizzato dai ricercatori: guardatevi le dita della mano. Se l’anulare è leggermente più lungo dell’indice vuol dire che il vostro testosterone è alto.

Caro macho sei “fottuto” !!! E voialtri tenetelo presente, tutto questo, quando dovete affrontarne uno….

Da:

I segreti dell’omosessualità: chi finisce nel letto dei gay…

 

L’orientamento sessuale si riferisce ad un modello duraturo o ad una disposizione all’esperienza sessuale, affettiva o di romantica attrazione rivolte primariamente a uomini, donne o entrambi i sessi.

La scala Kinsey evidenzia, per il suo ideatore, lo studioso Alfred Kinsey, il fatto che l’orientamento sessuale si dilunghi in un continuum costituito da  sette livelli. Tali livelli vanno da 0, che indica una tendenza esclusivamente eterosessuale a 6 che indica invece una propensione esclusivamente omosessuale mentre nel centro, 3, si collocano coloro in cui le tendenze etero e omosessuali si equivalgono (bisessuali); infine in mezzo ai tre poli ci sono le relative “sfumature”.

Eccovi la scala Kinsey o più precisamente l’ Heterosexual/ Homosexual Rating Scale:

Valutazione Descrizione
0 Esclusivamente eterosessuali.
1 Prevalentemente eterosessuali, ma in alcune circostanze con tendenze omosessuali.
2 Prevalentemente eterosessuali, ma con una forte componente omosessuale.
3 Le tendenze eterosessuali e omosessuali si equivalgono (bisessualità).
4 Prevalentemente omosessuali, ma con una forte componente eterosessuale.
5 Prevalentemente omosessuali, ma in alcune circostanze con tendenze eterosessuali.
6 Esclusivamente omosessuali.

Le attuali teorie della sessuologia, in una prospettiva biologica, psicologica e sociale, considerano l’identità sessuale un costrutto multidimensionale costituito da quattro distinte componenti:

  1. Il sesso biologico:  l’appartenenza biologica al sesso maschile o femminile determinata dai cromosomi sessuali.
  2. L’identità di genere: il senso psicologico di appartenenza al genere maschile o femminile. L’identificazione primaria di genere è quasi sempre contingente con il proprio sesso biologico anche se, occasionalmente, vi sono ragazzi che crescono con la convinzione di essere femmine e ragazze che crescono con la convinzione di essere maschi. Il termine “transessuale” può indicare le donne e gli uomini che hanno iniziato o concluso un percorso di riattribuzione del genere cosicché l’aspetto corporeo sia congruente con l’identità di genere. Nel caso si ravvisino le condizioni psicologiche e fisiche adeguate, una persona può quindi accedere a interventi chirurgici o trattamenti ormonali per l’adeguamento di genere.
  3. Il ruolo di genere (o ruolo sessuale) invece costituisce un insieme di caratteristiche culturalmente associate agli uomini e alle donne. Sulla base delle norme culturali, ci si aspetta infatti che gli individui si comportino in maniera socialmente conforme al loro sesso biologico; e cioè, che i maschi agiscano in modi percepiti come mascolini e le femmine in quelli percepiti come femminili. L’insieme di caratteristiche che definiscono ciò che è appropriato per un maschio e ciò che è appropriato per una femmina è frutto di un insieme di comportamenti e aspetti, alcuni dei quali riguardano l’apparenza fisica, i gesti, la personalità  (tipi mascolini o effeminati).
  4. L’orientamento sessuale, di cui si è parlato prima, ovvero l’attrazione erotica ed affettiva per i membri del sesso opposto, dello stesso sesso o entrambi (omosessuale,bisessuale o eterosessuale).
Da un punto di vista prettamente relativo al rapporto sessuale, per esperienza personale ho notato che un individuo di sesso maschile che intrattiene rapporti sessuali con un altro individuo di sesso maschile avrà delle preferenze che saranno orientate secondo alcuni assi:
  • Ruolo sessuale del partner: passivo,versatileattivo.
  • Aspetto esteriore del partner: effeminato, normale, mascolino. Dove con effeminato intendo pure i travestiti e i transessuali non operati.
  • Orientamento sessuale del partner: omosessuale, bisessuale  o  eterotrasgressivo (ovvero bi-curioso). Meno importante degli altri due, forse:  ma ci sono persone che non potrebbero mai andare a letto con un gay, o eterosessuali che non cercano bisessuali ma solo gay, o bisessuali che cercano solo bisessuali… Io ad esempio, non amo il sesso fatto con i gay e neppure con i bisessuali abitudinari…
Personalmente misurerei la componente omosessuale di ciascuno non solo in base alla scala Kinsey (che è relativa solo all’ orientamento sessuale personale), ma anche ai tre assi che ho individuato qui sopra  e che riguardano le caratteristiche d’identità sessuale globali, proprie e del partner ideale:
  • Chi predilige rapporti sessuali con un individuo passivo, effeminato (e in caso omosessuale)  ha una componente omosessuale meno intensa. Esempio: gli etero che hanno rapporti con transessuali solo passivi.
  • Chi predilige rapporti sessuali con un individuo versatile,  di aspetto né effeminato né macho (e in caso bisessuale)  ha una componente omosessuale ragguardevole. Ad esempio un bisessuale fidanzato che fa sesso versatile con un suo “simile” (bisex fidanzato).
  • Chi predilige rapporti sessuali con un individuo attivo, mascolino (e in caso eterotrasgressivo)  ha una componente omosessuale molto intensa. Ad esempio un gay passivo e non mascolino che può intrattenere rapporti sessuali solo con maschi attivi e testosteronici tendenzialmente eterosessuali.
E i cosiddetti eterotrasgressivi che hanno rapporti sessuali  solo con dei transessuali attivi?  Che mal di testa, le cose si complicano! Credo che qui bisognerebbe distinguere tra i repressi, che non andrebbero con tipologie di aspetto maschile, e gli eterotrasgressivi “reali”  per cui la stimolazione passiva può comunque risultare piacevole (e magari la praticano anche con la loro compagna “armata” di giocattoli sessuali)…
Insomma vi sono pure qui, come nella scala Kinsey, le categorie intermedie. Un altro esempio: i bisessuali che fanno sesso  solo con bisessuali, passivi (e non con gay) e di aspetto mascolino
Poi vi sono persone che prediligono avere rapporti sessuali sono con individui sessualmente superdotati, o  solo con individui giovani, ma qui si esula dalla peculiarità dell’omosessualità pura.
Abbiamo in questo post dato un’occhiata alla variegata fauna che finisce nel letto dei gay…

Da:

  1. Wikipedia: Scala Kinsey
  2. Wikipedia: Omosessualità
  3. Identità sessuale

Non farti fottere… dalla primavera!

La primavera è esplosa ormai…Le temperature in rialzo continuo, il sole sta divenendo una compagnia costante, gli alberi sono in fiore e ci inebriano con meravigliose fragranze… Come dicevamo precedentemente, in primavera  i pavoni razzolano nelle aie paupulando e  facendo la ruota, tutto il tempo, per accoppiarsi, mentre i falconi viaggiano in alto mirando dritti ai loro obiettivi…

Tuttavia anche il “falcone”, ovvero chi vuole perseguire degli obiettivi, deve stare attento a non farsi fottere…dalla primavera!

Alcuni degli effetti, positivi e negativi, della primavera sono i seguenti:

  1. L’umore migliora (grazie alla crescita dei valori di dopaminaserotonina, gli ormoni che regolano l’umore) e questo aiuta anche ad affrontare meglio lo stress. L’aumento della  lunghezza del periodo di luce durante la giornata ha un effetto euforizzante ed antidepressivo.
  2.  L’attrazione sessuale si intensifica (grazie alla crescita dei valori del testosterone e dei feromoni, ormoni della sessualità ).
  3.  Si affacciano apatia, spossatezza, difficoltà di concentrazione: la ragione può essere ricercata nel tempo necessario all’organismo per abituarsi ai nuovi ritmi di attività: se in inverno una giornata “attiva” inizia di solito alle 8 e termina alle 17, in primavera può prolungarsi anche oltre le 21… Dopo un periodo di adattamento, le forze aumenteranno: difatti spesso ci si sente più esausti tra marzo e aprile che a giugno!

Quindi, caro falcone,  goditi i miglioramenti umorali portati dalla primavera. Fa attenzione a non eccedere nel dedicare troppe energie alle faccende sessuali  e agli amorucci stagionali (ma ovviamente neanche trascurali!) e affronta questo paio di mesi di stanchezza e svogliatezza, causa adattamento, nel modo migliore possibile. Tanto, tra poco le forze torneranno… Comunque, nel frattempo, per ritrovare le energie esistono i seguenti stratagemmi:

  • Innanzi tutto, curare il modo in cui ci si veste: in questa stagione molto variabile bisogna fare attenzione a non coprirsi o sco­prirsi troppo, magari cambiando abbigliamento quando cala il sole, in modo da ridurre l’impat­to dello stress.
  • Poi è bene svolgere un po’ più di atti­vità fisica rispetto all’inverno, possibilmente all’aperto, ma senza strafare: è sufficiente anche una passeggiata di mez­z’ora al giorno.
  • Anche le esigenze di sonno riposo non vanno dimenticate. Gestire bene le ore di sonno, senza cambiare bruscamente le proprie abitudini, solo perché ci sono più ore a disposizione.
  • Alimentazione:  Vanno ridotti gli alimenti animali che con il loro grasso hanno soddisfatto le esigenze caloriche invernali. Quindi non esagerare con le carni rosse e con la carne di maiale, limitare i formaggi stagionati a non più di 1-2 volte alla settimana. Ottima una dieta tendenzialmente vegetariana basata su cereali integrali o semi-integrali, frutta (mele, kiwi, banane, arance) e verdure di stagione (carciofi, cicoria, radicchio,  sedano) che aiutano l’organismo a depurarsi delle scorie invernali. Raccomando anche la frutta secca a guscio che è ricca di salutari acidi grassi, vitamine, e sostanze che agiscono beneficamente sull’ umore.
Il falcone potrebbe recriminare che purtroppo in questi mesi “caldi” è difficile far progredire le proprie attività, poiché la maggiorparte della gente è interessata a faccenduole più futili e più leggere… Attento, falcone, al punto di vista: perché quelle (diciamo poche) persone ancora interessate a portar avanti i propri progetti saranno proprio come te, e sono le uniche su cui poter fare affidamento sicuro e duraturo, le più affidabili in assoluto. Dunque, falcone, la primavera può essere un’ ottima occasione per guardarsi in giro e inaugurare sodalizi vincenti con altri falconi affamati di successo e riuscita come te…

Da:

  1. http://www.medicinalive.com/medicina-alternativa/omeopatia-e-terapie-olistiche/stanchezza-in-primavera/
  2. http://www.repubblica.it/salute/medicina/2009/04/14/news/primavera_risveglio_dei_sensi_se_lui_e_lei_si_piacciono_di_piu_-5586018/
  3. http://www.valorealimentare.it/21/04/2010/autori/matteo-giannattasio/perche-ci-sentiamo-stanchi-all-arrivo-della-primavera/

Programmi televisivi e desideri vari: Sex and the City e Simone Rugiati

 

Ieri sera su La7d ho visto Simone Rugiati nel suo carinissimo “Cuochi e Fiamme”. Mentre stasera mi sono goduto la seconda puntata della mia vita di “Sex and the City”.

Sono stato catturato dal vortice dei programmi televisivi basati sulla cucina. Gare di cucina, ricette per cuochi dilettanti, le ricette di quella milanese sorella di quella conduttrice del telegiornale di canale 5, i Masterchef vari, i Top Chef, gli Chef per un giorno, le Cucine da Incubo, le ricette di Alessandro Borghese, figlio di una notissima attrice (clicca qui per sapere di chi) … insomma tanti figli o fratelli d’arte, ora che ci penso.. E naturalmente le varie puntate della Prova del Cuoco, il programma antesignano di ogni altro format simile…

Li apprezzo tutti, vista la mia forma di dipendenza verso le creazioni culinarie (magari posterò qualche ricetta provata, rielaborata o inventata da me).  Ma come dicevo “Cuochi e Fiamme” di Simone Rugiati lo trovo tra i più interessanti. Non tanto per via delle ricette, illustrate poco, e spesso pure con superficialità. Quanto per il cast di giudici, che trovo simpatici e ben assortiti. Il comico, la blogger… e la critica gastronomica,  Fiammetta Fadda. Una bella donna piena di carisma e di classe, e molto molto competente della materia. Ma naturalmente è Simone Rugiati a piacermi su tutti gli altri. Bello, simpatico, preparato, carismatico, educato e pieno di testosterone, ma dotato di quella calma sicura e rassicurante di chi ha le carte vincenti e sa di possederle. Sono pochi i maschi del piccolo schermo, e anche del grande, verso i quali riesca a provare dell’interesse fisico. Forse il fatto di vederli così a nudo, totalmente esposti,  li rende tutti ridicolmente privi di fascino e valore ai miei occhi. Ma Simone Rugiati non mi fa quest’effetto. Pare abbia la fama di sciupafemmine, eppure nella conduzione appare posato, simpatico pur senza strafare, padrone dei tempi e della scena: insomma uno che sa indossare i panni giusti in base all’occasione giusta. Che sa essere (forse) uno sfrontato viveur fuori dalle scene, ed un professionista preparato ed ammiccante davanti alle telecamere. Sapersi comportare nel modo giusto in base all’occasione è fondamentale nella vita. Chi crede di dover essere sempre uguale in qualunque caso, secondo me commette un errore a lui stesso letale!… Fisicamente Simone Rugiati mi attrae alquanto. Testosteronico, sprigiona un magnetismo sessuale innegabile. Pure per me che non amo tanto gli sbarbati quasi glabri e i biondini. Ma in lui tutto pare armoniosamente virile. Perfino quell’accenno di pancetta, che l’immacolata divisa da chef non può non enfatizzare, gli dà un’aria più da ragazzo-della-porta-accanto e meno irraggiungibile e per questo ancor più desiderabile. Pare sia stato avvistato con varie “dive” dello spettacolo, la Arcuri in testa. Personalmente penso che Rugiati abbia valutato l’aspetto pubblicitario della faccenda più che essere realmente interessato alle signorine in questione… Il pettegolezzo attorno al sesso, si sa, apre molte porte, e facilita parecchi percorsi…

E parlando di sesso eccoci a “Sex and the City”.  Ambientata a New York, la serie si concentra sulla vita sentimentale e sessuale di quattro amiche, tre delle quali intorno ai 35 anni ed una, Samantha, intorno ai 40; spesso tratta argomenti di rilevanza sociale come lo status delle donne nella società e il loro ruolo nella famiglia. Fu trasmessa tra il 1998 e il 2004, ed io nel ’98 avevo circa venti anni ed il sesso allora poco mi interessava e tanto meno mi interessava New York.  Per questo non degnai di attenzione questa serie che liquidai come superficiale, squallidotta e triste… Pensare a questo oggi mi fa sorridere, ma allora mi dedicavo con ottimi risultati a  studiare e poco altro… Poi naturalmente ho integrato nelle mie esperienze di vita il sesso, vissuto alla maniera newyorkese, le relazioni vissute alla maniera newyorkese, le amicizie e le ambizioni, sempre vissute alla maniera newyorkese…  Purtroppo farlo a Roma è  difficile! Troppo provincialismo e ministerialità qui! Il mio amico Rick che aveva vissuto dieci anni proprio a New York, mi scrisse in un sms dopo essere tornato – suo malgrado –  a vivere a Roma: Quanto è noiosa questa città! E’ proprio vero che il fascino che esercitano certi posti è dovuto alle persone che li popolano. E pensare che la stragrande maggioranza dei nativi di Roma e di coloro che vi risiedono la reputano divertente e ricca di opportunità. Poveretti, ma al contempo fortunati, coloro ai quali mancano i termini di paragone. Spero, ma ne sono certo, che incontrarti questo sabato spazzi via questo immane grigiore…

Non avendo più Rick qui con me, né al momento altri newyorkesi sottomano mi consolo con quelle e quelli di “Sex and the City”. Ho un disperato bisogno di modelli non triviali di umanità. Se ci sono altri tra voi che avvertono la mia stessa necessità e che magari siano a Roma, magari fondiamo un clubbetto!  E’ da tanto che vorrei fondarne uno……………………….

Da:

  1. Sex and the City by Wikipedia

 

Sguardi laser: dialoghi sessuali tra gli occhi (mentre le bocche parlano d’altro)

Durante una cena a cui ho partecipato sere fa ho pensato alle potenzialità dello sguardo. Al suo potere. Al  linguaggio segreto ed osceno che riescono a parlare due paia di occhi, mentre le bocche vanno per conto loro e raccontano col pilota automatico di cose innocue.

Un napoletano sedeva di fronte a me quella sera. Un giovane napoletano con la barba curata,  l’aria rilassata e tanto testosterone in corpo. Simpatico per giunta. Ogni tanto i nostri occhi si incrociavano. Così: inaspettatamente. Lui etero ed io gay. Lui etero amante della donna, e forse…. Io gay, avvezzo all’uomo vero. Era sorprendente, quell’incrocio di sguardi. Ed imbarazzante. Quasi lui si sentisse scoperto.  E volesse però contemporaneamente vivere l’esperienza trasgressiva. Perchè quegli sguardi così fuori posto, quando nessuno dei due parlava, e così intensi, rapidi, voraci e penetranti,  non avevano altra spiegazione che l’essere un muto messaggio di desiderio…

Ma comunque i dialoghi oculari più intensi li ho vissuti oggi al mercato. Era tempo che non ci andavo, di domenica. Mesi direi. E lì ho rivisto due giovani venditori che conoscevo.

Il primo aveva aperto un banco tutto suo. Mentre prima lavorava per un altro venditore. Lo ho trovato più irrobustito quest’oggi. E più maturo. Anni fa avevamo scherzato spesso, e una volta -mentre mi provavo dei jeans- lui aveva sbirciato in quella specie di camerino improvvisato che hanno ai mercatini;  io ero in sleep rossi, di spalle. Scherzavamo così insomma. Oggi ci siamo ritrovati maturati nel fisico e nell’animo. E mentre parlavamo di lui, che finalmente si era messo in proprio dopo dieci anni, del suo commesso del bangladesh e di cose del genere che neanche ricordo più, i nostri occhi dicevano ben altro: -Sai che ti desidero!  -Sei molto più sexy oggi che allora! -Che dolce sei! -Ti piaccio ancora? -Mi piaci ancora di più! -Vorrei stare un po’ solo con te! –  ed altre cose che non posso scrivere, perché forse troppo oscene.

L’altro venditore è un colosso, un pezzo di ragazzo, con un piccolo arazzo tatuato su un braccio. Un gigantone educato con cui non avevo mai avuto nessun tipo di approccio scherzoso di tipo sessuale. Non ho mai comprato niente da lui. Ci salutavamo e basta quando gli passavo davanti o guardavo la merce sul suo banco. Oggi lui mi ha fermato addirittura, per salutarmi, io mi sono voltato, sono tornato indietro, l’ho raggiunto ed abbiamo cominciato a parlare. Del fatto che ne era passato di tempo, dall’ultima volta che ci eravamo visti. Del fatto che durante i cambi stagione si vende poco, perchè la gente non compra più i capi della stagione che sta per finire e neanche quelli della stagione che non è ancora arrivata. Parlavamo di cose così… mentre gli occhi si dicevano: -Magari una sera potresti venire a casa mia!  -Che corpo enorme, finalmente qualcuno più alto di me! -Che dolce sei… – e per salutarci ci siamo scambiati una stretta di mano, intensa, avvolgente, e prolungata all’inverosimile, fino al limite imposto dalla decenza, e forse travalicandolo.

Già. Ma gli occhi a volte ai venditori del mercato non sembrano bastare, e  per rafforzare il loro messaggio, entrambi i ragazzi hanno controllato con la mano l‘attrezzatura da combattimento e verificato che i miei occhi le dedicassero la dovuta attenzione. Ma io ho pensato invece che guardarli negli occhi con maggiore intensità mentre sistemavano il viril instrumento fosse per me e per loro più eccitante e meno basso. Così ho fatto, e mi è parso gradissero anche loro l’intensità emotiva del momento!

Umanità in primavera: il pavone ed il falcone

 

Sabato pomeriggio. Uscita con amico per passeggiata in giro qui a Roma. Lo scopo della passeggiata, oltre passeggiare, era la Feltrinelli  su viale Marconi. Prendo la metro e mi imbatto in un piccolo gregge di ragazzi del quinto anno di qualche scuola superiore. Agghindati come pagliacci, una chitarra, voci stonate che storpiano La Canzone Del Sole di Battisti (Le bionde trecce, gli occhi azzurri e poi
le tue calzette rosse e l’innocenza sulle gote tue due arance ancor piu’ rosse ) , un cartello azzurro in mano ad un tipo allampanato che spiega la scatola tra le mani della tipa bassettina ma col visetto carino: stanno raccogliendo soldi per la festa dei loro 100 giorni alla maturità. Ma non sono loro che mi interessano. Meglio si divertano. La vita forse non sarà un percorso in discesa per loro. Non lo è quasi per nessuno, ma se, oltre a non essere brillante, non sai neanche cantare 🙂  … Dicevo che quello che mi interessano non sono i maturandi ma … i pavoni!

Cosa, o chi, sono i pavoni?

Prima di introdurvi questa specie zoologica, alla quale forse appartenete, vi dico che da qualche giorno le mimose sono in fiore, e una tiepida aria primaverile trasporta  in giro il testosterone e i feromoni, che dopo il letargo invernale rendono molto più evidente la differenza tra pavoni e falconi.  I “pavoni” sono gli esemplari, di uomo e di donna, che trascorrono la maggior parte della loro esistenza nell’atto di posare, guardare e farsi guardare. Non sono per forza belli. Si allenano in palestra, si vestono in modo che catturi l’attenzione, e la loro maggior occupazione è quella di pianificare tresche, inciuci, o comunque vogliate chiamare l’intrattenimento sessuale o “amoroso”. Il sesso per questi pavoni è il fine ultimo. O anche, forse più per la donna, l’amore idealistico, il romanzetto rosa, l’attesa del principe azzurro. E dunque lustrano le loro piume variopinte, sgambettano lascivamente in giro, e … si guardano!

Lo sguardo è quello che mi fa capire senza tema d’errore se qualcuno appartenga, o meno, alla specie dei pavoni. Sulla metropolitana due militari in borghese non riescono a non guardare una tipetta carina in piedi. Un’insistenza prolungata ed ottusa. Un ragazzo arabo alla fermata dell’autobus è come ipnotizzato da una ragazza con la chioma corvina e vaporosa che gli passa davanti su un bus. E sul viale del mio passeggio, giovani di sesso maschile incedono con spavaldo e protervo esibizionismo mentre le giovani donne, insaccate in pantaloni aderenti all’inverosimile, ridono con finta noncuranza e lanciano occhiate in giro, per quanto sia loro concesso dalle palpebre nerissime gravate da tonnellate di mascara. E vogliono tutti la stessa cosa. Qualcuno. Con cui far l’amore. Vivere un romanzetto. Qualcuno in cui idealizzare il principe azzurro… E’ l’ormone a parlare, a guidare gli sguardi.  A spingerli a perder più del tempo necessario in questioni di sesso, o di inutile ricerca d’idealistico amore…

Il mio amico Rick, che come si suol dire ha fatto il militare a Cuneo e dunque conosce bene le cose della vita, mi ha detto una volta che un suo caro compagno d’infanzia, un cinquantenne ex modello milanese, una volta gli aveva confessato: -Ho perso troppo tempo pensando al sesso, o a cercare l’amore ideale… Se non avessi perso tutto quel tempo ora sarei una persona ricca e potente!

E veniamo dunque al falcone. Il falco è chi è avveduto di quanto sia letale perdere troppo tempo per le questioni sessuali o per cercare forme di amore idealistico, la fiaba del principe azzurro o della principessa rosa. E’ qualcuno che sa dedicare il giusto tempo al sesso. F. è un falcone… F. ha un amante fisso, e lo vede una o due volte la settimana. Quanto all’amore idealistico, il falcone sa che non esiste. E che l’amore vero è più pragmatismo e meno romanticismo.  E’ compromesso. E’ crescita comune… F. è fidanzato con A. , e tra loro è in cantiere anche un progetto lavorativo comune che puntano a realizzare. E come dice Rick, se oltre a tutto il resto esiste un sodalizio lavorativo in cui entrambi credano, la coppia ne è molto rafforzata.

E se lo dice Rick, che ha fatto il militare a Cuneo, c’è da crederci!

Il falco è chi, conscio degli ormoni, sa dar loro il giusto spazio. E riesce a dedicare le proprie energie non certo a  inutili perdite di tempo, ma ad obiettivi di crescita, miglioramento, evoluzione, successo…

I neopapà annoiano le donne (e i gay)

Qualcuno, donna o gay che sia, potrebbe forse credere che il neopapà sia una preda succulenta, da rimorchiare e frequentare per abitual diletto…  Qualche esemplare lo avvisti, nei corridoi dei centri commerciali, spingere la carrozzina contenente un bambolotto paffutello in carne ed ossa, mentre la dolce sposina al suo fianco sbircia sospirando  le vetrine dei negozietti di intimo, domandandosi se riuscirà – per la prossima estate – a sfoggiare un due pezzi, o dovrà definitivamente abdicare in favore del costume intero, magari pure a fiori… Ma tornando al neopapà, eccolo in tutto il suo splendore: sbarbato, lindo nell’abbigliamento, con quella luce dolce e calda negli occhi…  E il nostro pensiero osceno ce lo fa immaginare protagonista di un incontro clandestino, nelle vesti di caldo e focoso amante, con noi come coprotagonisti della piccante fantasticheria….  Sì, sarebbe proprio adatto uno di questi esemplari ai panni di amante affidabile, del dolce ma passionale stallone di cui chiunque in fondo è in cerca! Andrebbe benissimo, alla perfezione…

Niente di più falso!

Lasciate perdere i papà, che dopo la nascita della loro prole diventano meno maschi. Vi annoierebbero e perdereste il vostro tempo…

Difatti nei neopapà si abbassa drasticamente il livello di testosterone, e questo li rende meno virili.

Lo conferma pure un recente studio,  condotto presso la NorthWestern University.  L’interazione con i neonati interferisce con la produzione ormonale, modificando quindi la fisiologia dei neo papà. Precedenti studi avevano già mostrato che i livelli di testosterone nei padri sono mediamente più bassi di quelli degli altri uomini della stessa età e senza figli.

Il motivo di ciò è così spiegato dai ricercatori: in natura l’uomo per procreare deve essere macho, deve cioè conquistare, e per farlo ha bisogno dell’impulso dato dal testosterone. Ma quando ha procreato si deve occupare dei figli.

Inoltre  la natura ha “previsto” il calo del testosterone per proteggere la prole da eccessi paterni che in alcune specie possono causare l’atto fatale dell’uccisione dei figli.

Grazie ai bassi livelli di testosterone, inoltre, “nel tempo i neopadri potrebbero risultare protetti da alcune malattie croniche”. Un’ipotesi che spiegherebbe anche un altro dato: gli uomini single hanno una salute più fragile di quelli sposati o comunque padri.

Pensa un po’!

La morale?

  • Le mogli, per tenersi l’uomo stretto, gli mettano spessissimo in braccio il pupetto:  i livelli di testosterone circolanti si abbassano ancora di più negli uomini che si dedicano al proprio bambino per almeno 3 ore al giorno.
  • Potenziali amanti del suddetto neopapà, donne o gay che siano, girino alla larga da lui… Non c’è trippa per gatti! Anzi… non solo non tentate assolutamente approcci con questo soggetto, ma nemmeno dedicategli uno sguardo o un sorriso … non lo merita, questo longevo e per niente utile oggetto di desiderio 🙂 .

Da:

  1. Calo del testosterone per i neo papà
  2. L’arrivo di un figlio fa calare il testosterone è i papà diventano meno Maschi
  3. Meno testosterone per i neo papà 
  4. Fare il papà abbassa il testosterone