Non farti fottere… dalla primavera!

La primavera è esplosa ormai…Le temperature in rialzo continuo, il sole sta divenendo una compagnia costante, gli alberi sono in fiore e ci inebriano con meravigliose fragranze… Come dicevamo precedentemente, in primavera  i pavoni razzolano nelle aie paupulando e  facendo la ruota, tutto il tempo, per accoppiarsi, mentre i falconi viaggiano in alto mirando dritti ai loro obiettivi…

Tuttavia anche il “falcone”, ovvero chi vuole perseguire degli obiettivi, deve stare attento a non farsi fottere…dalla primavera!

Alcuni degli effetti, positivi e negativi, della primavera sono i seguenti:

  1. L’umore migliora (grazie alla crescita dei valori di dopaminaserotonina, gli ormoni che regolano l’umore) e questo aiuta anche ad affrontare meglio lo stress. L’aumento della  lunghezza del periodo di luce durante la giornata ha un effetto euforizzante ed antidepressivo.
  2.  L’attrazione sessuale si intensifica (grazie alla crescita dei valori del testosterone e dei feromoni, ormoni della sessualità ).
  3.  Si affacciano apatia, spossatezza, difficoltà di concentrazione: la ragione può essere ricercata nel tempo necessario all’organismo per abituarsi ai nuovi ritmi di attività: se in inverno una giornata “attiva” inizia di solito alle 8 e termina alle 17, in primavera può prolungarsi anche oltre le 21… Dopo un periodo di adattamento, le forze aumenteranno: difatti spesso ci si sente più esausti tra marzo e aprile che a giugno!

Quindi, caro falcone,  goditi i miglioramenti umorali portati dalla primavera. Fa attenzione a non eccedere nel dedicare troppe energie alle faccende sessuali  e agli amorucci stagionali (ma ovviamente neanche trascurali!) e affronta questo paio di mesi di stanchezza e svogliatezza, causa adattamento, nel modo migliore possibile. Tanto, tra poco le forze torneranno… Comunque, nel frattempo, per ritrovare le energie esistono i seguenti stratagemmi:

  • Innanzi tutto, curare il modo in cui ci si veste: in questa stagione molto variabile bisogna fare attenzione a non coprirsi o sco­prirsi troppo, magari cambiando abbigliamento quando cala il sole, in modo da ridurre l’impat­to dello stress.
  • Poi è bene svolgere un po’ più di atti­vità fisica rispetto all’inverno, possibilmente all’aperto, ma senza strafare: è sufficiente anche una passeggiata di mez­z’ora al giorno.
  • Anche le esigenze di sonno riposo non vanno dimenticate. Gestire bene le ore di sonno, senza cambiare bruscamente le proprie abitudini, solo perché ci sono più ore a disposizione.
  • Alimentazione:  Vanno ridotti gli alimenti animali che con il loro grasso hanno soddisfatto le esigenze caloriche invernali. Quindi non esagerare con le carni rosse e con la carne di maiale, limitare i formaggi stagionati a non più di 1-2 volte alla settimana. Ottima una dieta tendenzialmente vegetariana basata su cereali integrali o semi-integrali, frutta (mele, kiwi, banane, arance) e verdure di stagione (carciofi, cicoria, radicchio,  sedano) che aiutano l’organismo a depurarsi delle scorie invernali. Raccomando anche la frutta secca a guscio che è ricca di salutari acidi grassi, vitamine, e sostanze che agiscono beneficamente sull’ umore.
Il falcone potrebbe recriminare che purtroppo in questi mesi “caldi” è difficile far progredire le proprie attività, poiché la maggiorparte della gente è interessata a faccenduole più futili e più leggere… Attento, falcone, al punto di vista: perché quelle (diciamo poche) persone ancora interessate a portar avanti i propri progetti saranno proprio come te, e sono le uniche su cui poter fare affidamento sicuro e duraturo, le più affidabili in assoluto. Dunque, falcone, la primavera può essere un’ ottima occasione per guardarsi in giro e inaugurare sodalizi vincenti con altri falconi affamati di successo e riuscita come te…

Da:

  1. http://www.medicinalive.com/medicina-alternativa/omeopatia-e-terapie-olistiche/stanchezza-in-primavera/
  2. http://www.repubblica.it/salute/medicina/2009/04/14/news/primavera_risveglio_dei_sensi_se_lui_e_lei_si_piacciono_di_piu_-5586018/
  3. http://www.valorealimentare.it/21/04/2010/autori/matteo-giannattasio/perche-ci-sentiamo-stanchi-all-arrivo-della-primavera/

Ieri, 8 Marzo: Il testo (ehm) argomentativo sul ruolo della donna oggi

 

Ieri,  mentre cercavo materiale per scrivere il post sulle quote rosa, mi sono imbattuto in una di quelle simpaticissime yahoo answers in cui – come ben  saprete – un’utente chiede alla rete risposte su una questione qualsiasi… E in quel caso si cercava di fornire contributi utili ad una ragazza oberata dalla necessità di scrivere un testo argomentativo sul ruolo della donna nella società odierna.

Avevo scartato naturalmente questo contributo, ma con la coda dell’occhio ne devo aver comunque letto qualche passaggio poiché  stamattina, mentre mi facevo la doccia, stranamente mi è tornato in mente, tra scoppi di risa sciocche ed incontenibili, mentre immaginavo quello che sarebbe venuto fuori se avessi scritto io il tema seguendo la scaletta ivi prescelta

Come ho fatto a ritrovare la pagina web? Semplicissimo: ho googlato qualcosa come yahoo answers tira più un pelo di f. che un carro di buoi festa della donna … un gioco da ragazzi insomma!

Ed ecco la miglior risposta,  lo schema riassuntivo dello status della donna moderna, scelta dall’utente, che la definisce utilissima (una donna lo indica ad un altra donna):

1) che ruolo ha la donna oggi?
2) la donna comanda a casa: gli uomini vogliono poter comandare almeno in ambito lavorativo
3) – gli uomini non conoscono niente del budget familiare, nè dell’organizzazione della casa,nè del calendario domestico
– per par condicio, bisogna lasciare agli uomini un luogo dove comandare, che è appunto quello fuori casa
– apparentemente il lavoro e gli ambiti decisionali in società sembrano più importanti per affermare potere, ma l’ambito familiare è decisamente il culmine del potere e il centro di comando della società: senza una donna che ripiega le mutande, stira, lava, cucina, paga le bollette, va in banca, alla posta, fa spesa, custodisce i figli e gli animali domestici, dottore, scuola,ecc…un uomo è morto anche al lavoro
4) un uomo affermato al lavoro può fare a meno di una donna
5) può mettere la governante, ha la mamma, ha la lavanderia, ha la babysitter, ha il ristorante, ha prostitute/case d’appuntamento…
6) nonostante ciò elencato al punto 6) l’uomo sempre ricorre ad una donna, anche se non ne è il fidanzato o il marito o l’amante; famoso detto popolare: “tira più un pelo di f…a che un carro di buoi”.

Chi volesse, può  scrivere un commento argomentativo, perché io proprio non saprei da dove iniziare!  Magari dalle case di appuntamento, dalle prostitute che possono ben supplire,  dal carro di buoi,   dall’atto di ripiegar mutande nel centro di comando della società o dalla concessione al povero ometto di un luogo di superiorità, il mondo del lavoro,  visto che in casa conta più il cane che lui! Passo la palla 🙂  E ovviamente – oltre a commenti.. ehm… argomentativi –  altri “punti” da aggiungere allo schemino sarebbero bene accetti…

Da:

  1. Testo argomentativo sul ruolo della donna nella società contemporanea.. SOS?

8 Marzo: Festa della donna, ma risparmiateci ‘ste quote rosa

Oggi, 8 Marzo, ricorre la Giornata Internazionale della Donna.

Fortunatamente sono passati gli anni in cui le signore si recavano nottetempo, in questa occasione, in localetti equivoci a godersi gli spettacoli di striptease maschile. E in ufficio, dove coabito con ben tre femminucce, quasi non si  è parlato di questa ricorrenza…

La questione femminile oggi appare più interessante se la si collega a quella delle cosiddette quote rosa.

Le quote rosa,  secondo alcuni assestano un duro colpo alla liberta’ di impresa e, nella sfera pubblica,  minano i principi di uguaglianza e meritocrazia. E io sono d’accordo. Altri affermano che “se bisogna pensare che avere le quote rosa sia un vantaggio come se le donne fossero dei disabili, c’è qualcosa che non va”.

Insomma le donne hanno potenzialmente ormai raggiunto l’uguaglianza con l’uomo.  Dal punto di vista giuridico e politico è così. Dal punto di vista economico? Pare anche: difatti la donna, a parità di mansioni, pare ormai guadagnare quanto l’uomo (quando le va proprio male un 5% in meno). Dal punto di vista della carriera professionale, invece, le donne presenti nei consigli di amministrazione e quelle sedute in poltrone dirigenziali sono pochine davvero.  In Italia ancor meno che in altri Paesi del nord Europa.

Ed ecco che si sono inventati le quote rosa! Una certa percentuale di poltrone dei posti di comando verrà riservata al gentil sesso. Ma è davvero questo il modo per risolvere il problema della scarsa partecipazione della donna alle cariche dirigenziali?

No, certo che no…

Le donne dirigenti sono poche perché la donna quasi sempre deve gestire anche le proprie maternità e la famiglia. E soprattutto se coprono ruoli dirigenziali e vogliono fare figli, vengono messe sotto accusa e ricevono pressioni per tornare a  lavoro prima possibile.

Alle donne non servono quote rosa! Servono asili nido potenziati e occorre rendere il congedo di paternità una cosa funzionale. Di modo tale che la donna possa rientrare a lavoro, se occorre, e il marito coadiuvarla occupandosi in sua vece del neonato.

E giacchè ci siamo, perchè – oltre alle quote rosa – non aboliamo tutte quelle norme che vedono invece la  donna discriminare l’uomo? E sosteniamo la battaglia sociale delle associazioni di genitori separati che vede in questo caso ad essere discriminati i genitori di sesso maschile?

Da:

  1. Non mi sento una quota rosa
  2. Basta con la retorica delle quote rosa
  3. Priorità delle donne sono gli asili, non le quote rosa