Bisogni e valori (studio sugli adolescenti; e voi come siete messi?)

Schwartz e Bilsky (1987) considerano i valori come rappresentazioni cognitive di tre tipi di bisogni universali:

  1. bisogni biologici,
  2. bisogni di interazione sociale,
  3. bisogni di benessere e sopravvivenza dei gruppi.

I primi fanno riferimento alla natura biologica dell’organismo, i secondi alle domande di natura sociale, necessarie al coordinamento e all’armonia degli scambi interpersonali, i terzi agli obblighi socio-istituzionali su cui si fondano il bene comune e la sopravvivenza della società .

I valori, quindi, sono credenze cariche dal punto di vista affettivo e frutto di interessi particolari o generali, sviluppate in tutte le società umane per soddisfare queste tre esigenze degli individui e della collettività.

Nel dettaglio, l’insieme dei dieci tipi di valori individuati nella versione più recente della teoria di Schwartz (1992), sono:

  1. Auto-direzione (“Self-Direction. Indipendent thought and action; choosing, creating, exploring”): fa riferimento al grado di indipendenza che si adotta nel modo di pensare e di agire. Si riferisce a valori come “la possibilità di esprimere la propria creatività, di scegliere e di esplorare”. Alcuni dei valori di auto-direzione sono la creatività, la libertà, la possibilità di scegliere i propri obiettivi, la curiosità, l’indipendenza.
  2. Stimolazione (“Stimulation. Excitement, novelty and challenge of life”): si riferisce all‟importanza che si da nella propria vita alle emozioni, all‟eccitamento, alla novità e al cambiamento .
  3. Edonismo (“Hedonism. Pleasure and sensuous gratification for oneself”): si riferisce a quei valori legati alla sfera del piacere e della gratificazione personale dei sensi.
  4. Successo (“Achievement. Personal success through demonstrating competence according to social standars”): si riferisce all‟importanza che si da al successo personale e quindi, all’acquisizione e dimostrazione di quelle “competenze” richieste dagli standard sociali del contesto culturale di appartenenza, al fine di ottenere l’approvazione sociale.
  5. Potere (“Power. Social Status and prestige, control or dominance over people and resources”): fa riferimento all’importanza che si da allo status e al prestigio sociale, alla possibilità di controllare o dominare le persone e le risorse.  Al fine di giustificare questo aspetto caratterizzante della vita sociale e di motivare i membri dei gruppi ad accettarlo, è necessario che il potere venga considerato dagli attori sociali come un valore. Autorità, ricchezza, potere sociale, una buona immagine pubblica, prestigio sociale sono alcuni dei valori legati alla sfera del potere.
  6. Sicurezza (“Security. Safety, harmony and stability of society, of relationships, and of self”): si riferisce a quei valori legati alla stabilità e alla conservazione della società, delle relazioni e di sé stessi. Ad una vita dedita ai cambiamenti, all‟avventura e alle forti emozioni si predilige la conservazione dell‟equilibrio. I valori della sicurezza derivano da bisogni individuali e di gruppo (Kluckhohn 1951; Williams 1968) ed è possibile individuarne due diverse tipologie: quelli legati principalmente ad interessi individuali (ad es. salute) e quelli che si riferiscono ad interessi collettivi (ad es. sicurezza nazionale). Fra i valori legati alla sicurezza, Schwartz individua l’ordine sociale, la sicurezza della propria famiglia, la sicurezza nazionale, lo scambio di aiuti e favori (reciprocation of favors), la pulizia (clean), la salute, il senso di appartenenza (sense of belonging).
  7.  Conformismo (“Conformity. Restraint of actions, inclinations, and impulses likely to upset or harm others and violate social expectation or norms”): si riferisce ai valori che presuppongono la limitazione delle proprie azioni, delle inclinazioni e dei propri impulsi per non danneggiare gli altri o violare le aspettative o le norme sociali. Fra i valori legati al conformismo Schwartz cita l’obbedienza, l’autodisciplina, la gentilezza, il rispetto dei genitori e degli anziani.
  8. Tradizione (“Tradition. Respect, commitment, and acceptance of customs and ideas that traditional culture o religion provide the self”): fa riferimento ai valori del rispetto e dell‟accettazione dei costumi e delle idee della cultura o religione di appartenenza. I comportamenti legati alla tradizione sono simboli della solidarietà di gruppo, espressione della sua unicità e del suo valore, e presumibilmente fungono da garanzia per la sua sopravvivenza. Fra di essi, Schwartz individua il rispetto per le tradizioni della cultura a cui si appartiene, l’umiltà, la lealtà e la devozione, l’accettazione della propria sorte nella vita.
  9. Benevolenza (“Benevolence. Preserving and enhancing the welfare of those with whom one is in frequent personal contact (the in-group)”): fa riferimento a quei valori che spingono gli individui a preoccuparsi ed occuparsi del benessere delle persone con le quali hanno frequenti relazioni interpersonali. I valori della benevolenza sono legati al bisogno di promuovere interazioni sociali positive al fine di preservare il benessere dei gruppi sociali di appartenenza (Kluckhohn 1951; Williams 1968) e al bisogno di appartenenza. Fra i valori di questa sfera individuati da Schwartz vi sono l’essere disponibili, la fedeltà e la lealtà,l’onestà, l’essere responsabili, la capacità di perdonare, la tendenza a stringere rapporti di amicizia forti e sinceri e rapporti sentimentali stabili e maturi.
  10. Universalismo (“Universalism. Understanding, appreciation, tolerance, and protection for the welfare of all people and for nature”): si riferisce a quei valori che ispirano negli individui sentimenti e atteggiamenti di comprensione, apprezzamento e protezione verso il benessere dell‟umanità e della natura in generali.
I dieci tipi di valore, inoltre, possono essere raggruppati in due grandi categorie valoriali fondamentali:
  1. Apertura al cambiamento vs Conservatorismo: questa categoria riflette il conflitto fra l’enfasi sull’individualismo, la libertà soggettiva, l‟indipendenza del proprio comportamento e delle proprie idee (Auto-direzione e Stimolazione) e la preferenza, invece, per l’osservanza della tradizione al fine di assicurare all’uomo e alla società l’equilibrio di cui hanno bisogno (Conformismo, Tradizione e Sicurezza);
  2. Autoaffermazione vs Autotrascendenza: questa categoria contrappone la ricerca del successo personale e la tendenza ad esercitare il dominio sugli altri considerandoli unicamente un mezzo per il raggiungimento dei propri obiettivi (Potere e Successo), all’impegno per promuovere ed accettare il benessere, la prosperità in riferimento non solo a sé stessi e alle persone vicine, ma all’intera umanità (Universalismo e Benevolenza);

Il valore Edonismo non si colloca in nessuna delle due dimensioni. Dai risultati di diverse ricerche empiriche infatti esso sembra inserirsi talvolta nella categoria “apertura al cambiamento”, altre volte nella categoria “auto miglioramento”.

Schwartz elabora un modello circolare dei valori (“modello quasi-circomplesso modificato”) al fine di rappresentarne le specifiche relazioni dinamiche. La struttura circolare del modello è una rappresentazione dell’organizzazione concettuale dei valori in diverse aree motivazionali e del loro rapporto di compatibilità o opposizione.

Nel modello ciascun valore occupa una precisa posizione, a partire dall’appartenenza alle due categorie Apertura al cambiamento vs Conservatorismo e Autoaffermazione vs Autotrascendenza e alla sua relazione specifica con gli altri valori. Come già sottolineato solo il valore Edonismo non sembra assumere una posizione precisa nell’area circolare.

I diversi valori vengono, dunque, messi in relazione reciproca in base alla loro conflittualità o compatibilità, derivante dalla posizione reciproca di vicinanza o lontananza nel modello stesso. Più i valori sono vicini fra di loro nel modello circolare e maggiore sarà la loro compatibilità, all’aumentare della loro distanza invece aumenterà la loro conflittualità.

La struttura circolare su cui sono collocati i valori rappresenta un continuum motivazionale in cui, come già sottolineato, le motivazioni dei valori adiacenti sono più simili fra di loro, mentre quelle dei valori lontani tendono a differire. I valori adiacenti lungo la circonferenza e appartenenti alla stessa area (ad es. universalismo e benevolenza, entrambi appartengono all’area dell’ autotrascendenza) sono più compatibili e, da un punto di vista motivazionale, più simili rispetto a i valori in posizione adiacente ma appartenenti ad aree diverse (ad es. universalismo e auto-direzione, il primo appartiene all’area dell’ autotrascendenza, il secondo all’area dell’apertura al cambiamento).

Nel loro complesso gli adolescenti italiani pare valorizzino in particolare l’autonomia, la libertà di pensiero e di azione (Autodirezione), la ricerca del piacere personale, del divertimento (Edonismo) e di sfide/novità stimolanti (Stimolazione). Autodirezione, Edonismo e Stimolazione rientrano nei domini valoriali dell’ Apertura al cambiamento e sono quelli a cui gli adolescenti attribuiscono maggiore importanza. Nel contempo, essi riconoscono come importanti anche i valori dell’ Universalismo e della Benevolenza, entrambi rientranti nella dimensione sovraordinata dell’ Autotrascendenza, ossia dell’accettazione degli altri e dell’impegno per il loro benessere. Potere, Sicurezza, Tradizione e Conformismo sono, invece, i valori meno rappresentativi degli adolescenti d’oggi. Essi, probabilmente per la loro ancora giovane età, sembrano preoccuparsi poco della carriera, del potere e dell’affermazione sociale e a livello generale si sentono poco legati alle idee e alle usanze della cultura di appartenenza, essendo maggiormente proiettati, come già sottolineato, verso la novità e il cambiamento…

Da:

  1. Tesi: “Adolescenti e media values: uno studio sulla rappresentazione deivalori nei programmi televisivi più popolari fra gli adolescenti” di Rebeca Andreina Papa.
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Prima addormentarti NON pensare mai ai tuoi problemi!

 

Te lo dico. Pensare ai tuoi problemi prima di addormentarti equivale quasi a tirarti delle belle clavate potenti sugli zebedei! Questo per l’uomo. Per la donna non saprei, così su due piedi, trovare l’equivalente…

E’ nocivo pensare a come risolvere gli angoscianti dilemmi della vostra esistenza, nel momento in cui – stesi sul vostro letto – aspettate che Morfeo venga a prendervi e vi culli fra le sue braccia…

A me a volte capita, per i motivi spiegati nel post precedente, di sentire come un macigno sul petto.  A molti accade di provare la paura della morte. Sono presenti delle motivazioni psicologiche a spiegarlo: questa paura sopraggiunge, spesso, prima di andare a dormire, perchè legata a quella “morte temporanea” come assenza di sè che è il sonno.

Un articolo che elenca le cose da fare prima, durante e dopo il riposo notturno è  Come svegliarsi di buon umore dove consigliano di non pensare ai problemi mentre ci si addormenta. In caso, fare un piano dettagliato prima di andare a letto ed usare il metodo delle agendine per liberarsi dall’onere stressante del ricordo. In questo modo si dormirà più rilassati e sollevati. E cambiando l’aria della stanza prima di mettersi a dormire, non si fa un soldo di danno!

Se nell’atto di addormentarsi si pensa a qualche problema e si cerca una soluzione, il problema appare tremendamente più grande (oltre al fatto che il sonno arriverà tardi e disturbato). Il buio difatti fa perdere le proporzioni reali delle cose! Non vedendo, non si ha la possibilità visiva di raffrontare, paragonare, avere riferimenti oggettivi,  e questo a mio avviso si riflette in uno stato mentale simile, in cui tutto appare sproporzionato!

Dovete pensare ai problemi prima di andare a letto: vi ci potete pure arrovellare il cervello, per ore, e  – in caso poi ci riusciste – cercate di arrivare ad un piano d’azione per il giorno o i giorni seguenti e pianificate le azioni sulle vostre agendine e sui memo del cellulare.

Quando vi mettete a letto e siete al buio, l’aria cambiata, vestiti e coperti adeguatamene alla temperatura, beh, pensate solo a cose positive: a quanto è stato bello ad esempio mentre sfogliavate le pagine di un vecchio registro dell’ufficio, con un collega che vi piace, a caccia di certi dati… e presi come eravate nell’operazione la sua mano è venuta a contatto con la vostra e vi ha indugiato un po’… a quanto è stato bello che vi toccasse il braccio così intensamente per richiamare la vostra attenzione , con la mano aperta, per toccarvi forse in modo più esteso possibile…alla sua voce calda e bassa, tipica di chi ha in corpo quintali di testosterone ma è pure calmo ed equilibrato…a quanto vi piacerebbe un rendez-vous con lui…

Pensate a cose e persone  dolci e piacevoli, calde, avvolgenti …. e … ronf… ronf… ronf…

Da:

  1. http://psicologo.girlpower.it/paure-fobie/paura-della-morte-prima-di-dormire/

Non farti fottere… dalla primavera!

La primavera è esplosa ormai…Le temperature in rialzo continuo, il sole sta divenendo una compagnia costante, gli alberi sono in fiore e ci inebriano con meravigliose fragranze… Come dicevamo precedentemente, in primavera  i pavoni razzolano nelle aie paupulando e  facendo la ruota, tutto il tempo, per accoppiarsi, mentre i falconi viaggiano in alto mirando dritti ai loro obiettivi…

Tuttavia anche il “falcone”, ovvero chi vuole perseguire degli obiettivi, deve stare attento a non farsi fottere…dalla primavera!

Alcuni degli effetti, positivi e negativi, della primavera sono i seguenti:

  1. L’umore migliora (grazie alla crescita dei valori di dopaminaserotonina, gli ormoni che regolano l’umore) e questo aiuta anche ad affrontare meglio lo stress. L’aumento della  lunghezza del periodo di luce durante la giornata ha un effetto euforizzante ed antidepressivo.
  2.  L’attrazione sessuale si intensifica (grazie alla crescita dei valori del testosterone e dei feromoni, ormoni della sessualità ).
  3.  Si affacciano apatia, spossatezza, difficoltà di concentrazione: la ragione può essere ricercata nel tempo necessario all’organismo per abituarsi ai nuovi ritmi di attività: se in inverno una giornata “attiva” inizia di solito alle 8 e termina alle 17, in primavera può prolungarsi anche oltre le 21… Dopo un periodo di adattamento, le forze aumenteranno: difatti spesso ci si sente più esausti tra marzo e aprile che a giugno!

Quindi, caro falcone,  goditi i miglioramenti umorali portati dalla primavera. Fa attenzione a non eccedere nel dedicare troppe energie alle faccende sessuali  e agli amorucci stagionali (ma ovviamente neanche trascurali!) e affronta questo paio di mesi di stanchezza e svogliatezza, causa adattamento, nel modo migliore possibile. Tanto, tra poco le forze torneranno… Comunque, nel frattempo, per ritrovare le energie esistono i seguenti stratagemmi:

  • Innanzi tutto, curare il modo in cui ci si veste: in questa stagione molto variabile bisogna fare attenzione a non coprirsi o sco­prirsi troppo, magari cambiando abbigliamento quando cala il sole, in modo da ridurre l’impat­to dello stress.
  • Poi è bene svolgere un po’ più di atti­vità fisica rispetto all’inverno, possibilmente all’aperto, ma senza strafare: è sufficiente anche una passeggiata di mez­z’ora al giorno.
  • Anche le esigenze di sonno riposo non vanno dimenticate. Gestire bene le ore di sonno, senza cambiare bruscamente le proprie abitudini, solo perché ci sono più ore a disposizione.
  • Alimentazione:  Vanno ridotti gli alimenti animali che con il loro grasso hanno soddisfatto le esigenze caloriche invernali. Quindi non esagerare con le carni rosse e con la carne di maiale, limitare i formaggi stagionati a non più di 1-2 volte alla settimana. Ottima una dieta tendenzialmente vegetariana basata su cereali integrali o semi-integrali, frutta (mele, kiwi, banane, arance) e verdure di stagione (carciofi, cicoria, radicchio,  sedano) che aiutano l’organismo a depurarsi delle scorie invernali. Raccomando anche la frutta secca a guscio che è ricca di salutari acidi grassi, vitamine, e sostanze che agiscono beneficamente sull’ umore.
Il falcone potrebbe recriminare che purtroppo in questi mesi “caldi” è difficile far progredire le proprie attività, poiché la maggiorparte della gente è interessata a faccenduole più futili e più leggere… Attento, falcone, al punto di vista: perché quelle (diciamo poche) persone ancora interessate a portar avanti i propri progetti saranno proprio come te, e sono le uniche su cui poter fare affidamento sicuro e duraturo, le più affidabili in assoluto. Dunque, falcone, la primavera può essere un’ ottima occasione per guardarsi in giro e inaugurare sodalizi vincenti con altri falconi affamati di successo e riuscita come te…

Da:

  1. http://www.medicinalive.com/medicina-alternativa/omeopatia-e-terapie-olistiche/stanchezza-in-primavera/
  2. http://www.repubblica.it/salute/medicina/2009/04/14/news/primavera_risveglio_dei_sensi_se_lui_e_lei_si_piacciono_di_piu_-5586018/
  3. http://www.valorealimentare.it/21/04/2010/autori/matteo-giannattasio/perche-ci-sentiamo-stanchi-all-arrivo-della-primavera/

Umanità in primavera: il pavone ed il falcone

 

Sabato pomeriggio. Uscita con amico per passeggiata in giro qui a Roma. Lo scopo della passeggiata, oltre passeggiare, era la Feltrinelli  su viale Marconi. Prendo la metro e mi imbatto in un piccolo gregge di ragazzi del quinto anno di qualche scuola superiore. Agghindati come pagliacci, una chitarra, voci stonate che storpiano La Canzone Del Sole di Battisti (Le bionde trecce, gli occhi azzurri e poi
le tue calzette rosse e l’innocenza sulle gote tue due arance ancor piu’ rosse ) , un cartello azzurro in mano ad un tipo allampanato che spiega la scatola tra le mani della tipa bassettina ma col visetto carino: stanno raccogliendo soldi per la festa dei loro 100 giorni alla maturità. Ma non sono loro che mi interessano. Meglio si divertano. La vita forse non sarà un percorso in discesa per loro. Non lo è quasi per nessuno, ma se, oltre a non essere brillante, non sai neanche cantare 🙂  … Dicevo che quello che mi interessano non sono i maturandi ma … i pavoni!

Cosa, o chi, sono i pavoni?

Prima di introdurvi questa specie zoologica, alla quale forse appartenete, vi dico che da qualche giorno le mimose sono in fiore, e una tiepida aria primaverile trasporta  in giro il testosterone e i feromoni, che dopo il letargo invernale rendono molto più evidente la differenza tra pavoni e falconi.  I “pavoni” sono gli esemplari, di uomo e di donna, che trascorrono la maggior parte della loro esistenza nell’atto di posare, guardare e farsi guardare. Non sono per forza belli. Si allenano in palestra, si vestono in modo che catturi l’attenzione, e la loro maggior occupazione è quella di pianificare tresche, inciuci, o comunque vogliate chiamare l’intrattenimento sessuale o “amoroso”. Il sesso per questi pavoni è il fine ultimo. O anche, forse più per la donna, l’amore idealistico, il romanzetto rosa, l’attesa del principe azzurro. E dunque lustrano le loro piume variopinte, sgambettano lascivamente in giro, e … si guardano!

Lo sguardo è quello che mi fa capire senza tema d’errore se qualcuno appartenga, o meno, alla specie dei pavoni. Sulla metropolitana due militari in borghese non riescono a non guardare una tipetta carina in piedi. Un’insistenza prolungata ed ottusa. Un ragazzo arabo alla fermata dell’autobus è come ipnotizzato da una ragazza con la chioma corvina e vaporosa che gli passa davanti su un bus. E sul viale del mio passeggio, giovani di sesso maschile incedono con spavaldo e protervo esibizionismo mentre le giovani donne, insaccate in pantaloni aderenti all’inverosimile, ridono con finta noncuranza e lanciano occhiate in giro, per quanto sia loro concesso dalle palpebre nerissime gravate da tonnellate di mascara. E vogliono tutti la stessa cosa. Qualcuno. Con cui far l’amore. Vivere un romanzetto. Qualcuno in cui idealizzare il principe azzurro… E’ l’ormone a parlare, a guidare gli sguardi.  A spingerli a perder più del tempo necessario in questioni di sesso, o di inutile ricerca d’idealistico amore…

Il mio amico Rick, che come si suol dire ha fatto il militare a Cuneo e dunque conosce bene le cose della vita, mi ha detto una volta che un suo caro compagno d’infanzia, un cinquantenne ex modello milanese, una volta gli aveva confessato: -Ho perso troppo tempo pensando al sesso, o a cercare l’amore ideale… Se non avessi perso tutto quel tempo ora sarei una persona ricca e potente!

E veniamo dunque al falcone. Il falco è chi è avveduto di quanto sia letale perdere troppo tempo per le questioni sessuali o per cercare forme di amore idealistico, la fiaba del principe azzurro o della principessa rosa. E’ qualcuno che sa dedicare il giusto tempo al sesso. F. è un falcone… F. ha un amante fisso, e lo vede una o due volte la settimana. Quanto all’amore idealistico, il falcone sa che non esiste. E che l’amore vero è più pragmatismo e meno romanticismo.  E’ compromesso. E’ crescita comune… F. è fidanzato con A. , e tra loro è in cantiere anche un progetto lavorativo comune che puntano a realizzare. E come dice Rick, se oltre a tutto il resto esiste un sodalizio lavorativo in cui entrambi credano, la coppia ne è molto rafforzata.

E se lo dice Rick, che ha fatto il militare a Cuneo, c’è da crederci!

Il falco è chi, conscio degli ormoni, sa dar loro il giusto spazio. E riesce a dedicare le proprie energie non certo a  inutili perdite di tempo, ma ad obiettivi di crescita, miglioramento, evoluzione, successo…